Poche righe, probabilmente, per parlare dell'esposizione archeologica gratuita presente al piano inferiore del centro culturale di Piazza Si e Boi a Selargius (CA) sino al 28 Settembre; tra reperti originali e ricostruzioni funzionali e fedeli alla comprensione; è una esposizione di reperti di collezione privata della famiglia selargina dei Desogus, che ripercorre le tappe dal neolitico sino al romano, passando per il nuragico e il cartaginese, con la presenza delle prime ceramiche a decorazione "cardiale"ovvero quella decorazione ottenuta con la pressione del guscio della conchiglia Cardium Edulis (riproduzioni), per poi passare alle successive ceramiche con decorazione più complessa con forme animali o geometriche e colorate tramite la stesura di polvere di gesso per far risaltare il disegno (riproduzioni) sino alle ceramiche "campaniformi" per la loro larga svasatura a forma di campana (riproduzioni), per poi giungere alle teche con gli originali con ceramiche della cultura di Bonnannaro con tripodi, lame di pugnali, una ciotola forata sul fondo, probabilmente un colino (unicum?), ciotole con carenatura e un grande vaso ricostruito, a mio avviso una ricostruzione non proprio eccellente. Passando alla fase nuragica si inizia con la riproduzione di una mazza con testa in pietra e corpo in canna di bambù e legacci in cuoio, e riporduzione eccellente di vasi con decorazione a incisione che ricorda i pettorali delle grandi statue dei Giganti di Monte Prama; nelle teche invece sono presenti reperti di varia natura, dalla bronzistica, con lame, teste di ascia, una probabile ansa di vaso, sino a oggetti litici come teste di mazze, pestelli per macinare: alla penultima fase sono dedicate le teche del periodo cartaginese in Sardegna, con riproduzioni di ceramiche e anfore in argilla bianca e pitture lineari a terre rosse, sino giungere all'ultima teca con i reperti romani datai tra il I e il II dc con la presenza di un piccolo Oinocheo realizzato con la tecnica del bucchero e decorazione a coda di pavone, una moneta sfortunatamente non attribuibile con certezza assoluta, io tuttavia mi è sembrato di riconoscere l'imperatore Vespasiano, una piccola fibula con decorazione e spina di pesce, una pregevolissima bottiglia in argilla rossa"a collo strozzato", un piatto, delle boccette in vetro porta lacrime "lacrimatoi" e un alto contenitore circolare bi-ansato per contenere le ceneri del defunto.
Il tutto completa le tre grandi anfore oleaire di cui una ridotta in frammenti, e la particolarità di una delle due integre è che ha la parte superiore tagliata forse per l'inumazione di un bambino.
Dopo questa descrizione passiamo alle note dolenti, come avete notato non ho messo foto, infatti si aveva il divieto di farne e a mio avviso è una grave mancanza, poichè se lo scopo dell'esposizione è quella della divulgazione della cultura artistico archeologica, e nello specifico dell'area di Selargius, ricca di emergenze storico culturali, questa missione viene a mancare l'obbiettivo proprio per questo fatto, lo trovo riduttivo specialmente per il fatto che essendo una collezione privata non è accessibile agevolmente praticamente mai se non in rarissimi casi come questo e ancora di più per il fatto che è inserito in una iniziativa per la diffusione di cultura con altri incontri collaterali con vista alle chiese romaniche e dibattiti.