lunedì 8 giugno 2015

Una notte sola:

So dark.
Vuoto.
Silenzio.
Vuoto.
Una notte blu, nuvole nere scorrono tra le stelle e le luna, la strada umida ridisegna i contorni delle luci e della industriale cittadina di periferia che dorme da ore.
Il semaforo ondeggia al vento e alterna i colori indifferentemente che sotto di lui ci sia qualcuno o meno.
Un bar alla fine della curva, lontano dalla vista, e i neon verdi dell'insegna tremolante, offre ristoro e qualche panino a buon prezzo accompagnato da una scadente bibita gassata; insomma la solita schifezza della notte tardi.
Si fermò lentamente facendo stridere fastidiosamente il disco dei freni, ormai consumati, sotto la luce rossa di quel semaforo e attese, alzò lo sguardo allo specchietto sopra di lui e al verde ripartì. Qualche metro e il Re di Cuori era a portata di mano.
Avrebbe mangiato qualcosa prima di risalire in macchina.
Varcò la soglia in acciaio e vetro e si fece strada tra i pochi tavolini in resina giallo acido e qualche sbandato seduto, e si avvicinò al bancone illuminato da flebili luci bianche, attirò l'attenzione del barista che gli si fece incontro "dica", pensò, "un panino e un caffè doppio corretto con Smirnoff" "bene".
Pochi istanti dopo riapparve con panino e caffè "ecco" "grazie; senta, dopo il ponte qua all'angolo è molto lontana la strada per il passaggio a livello? "no, saranno altri 500 metri, ma non troverà più nulla, questa è l'ultima stazione di servizio" "lo so, e io ho solo questa notte..." si guardò attorno, frugò nella tasca interna della giacca in poliestere marrone ed estrasse i soldi, pagò il dovuto si girò e lasciò il  locale.

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