venerdì 25 settembre 2015

Conto alla rovescia:

I bicchieri tintinnavano, le bottiglie fredde di spumante e champagne erano ormai pronte. Qualche botto in lontananza si sentiva già, anticipato di qualche minuto, illuminando all'orizzonte di azzurri, viola e giallo: ormai la frenesia era iniziata, a breve il nuovo anno; speranze, gioie, desideri, tutto in quei brevi attimi di euforia collettiva si sarebbero riversati finalmente tra risate, musica e balli.
Il grande salone giallo oro dei padroni di casa era un luccichio di cristalli e argenti. Specchi alle pareti creavano un turbinio di prospettive infinite facendo sembrare il tutto ancora più surreale.
L'orchestra jazz chiamata appositamente per la serata suonava ininterrottamente fox trot, jive, lenti, charleston, quick step.

  Finalmente il conto alla rovescia... gli ultimi 10 secondi per dar sfogo all'emozione di un anno finito... dieci, nove, otto, sette, sei, "tenetevi pronti gente!" cinque, quattro, "dai prendi!" tre, due, uno... zero! E il tutto iniziò come ogni fine anno, il cielo si illuminò di colori e bagliori multicolori, i tappi delle bottiglie volarono riversando fiotti di spuma alcolica, i bicchieri si alzarono, l'orchestra attaccò con un bel fox trot e via le danze iniziarono, tutti in pista, i coriandoli volarono ovunque e il bianco balcone in marmo era un brulicare di gente festante che entrava e usciva ad ammirare i fuochi colorati.
Era il nuovo anno.

  Iniziava la nuova vita fatta di nuove opportunità e di attese.
  La musica e il vociare si propagava per tutta la casa, dalle cucine alle stanze da letto ai piani alti.
  
  Nessuno però si accorse della sua assenza. Aveva trovato il momento adatto per allontanarsi, sparendo così nel buio delle scale, erano tutti impegnati con gli auguri e le danze.
  Saliva con passo sereno i gradini ovattati dal bel tappeto in cotone pesante. 
  "Signore che ci fate qua, vi siete perso?" una voce l'aveva fermato li al buio, era il cameriere     "perdonatemi devo essermi perso, infatti, cercavo i bagni" 
  "Sono al piano inferiore Signore, vi faccio strada" "Oh no no, non c'è bisogno faccio da me, vi ringrazio" e prese a scendere. 
  "Come desiderate". 
  Quando fu sicuro di essere nuovamente solo fece marcia indietro e riprese a salire accelerando un pò più il passo questa volta.
  Si trovò così all'ultimo piano, percorse il lungo corridoio in silenzio. Le luci dei fuochi baluginavano dai finestroni alla sua destra, lanciando dei flebili flash biancastri che delineavano i dettagli delle cornici appese al muro.
  Si avvicinò ad una delle porte finestre e l'aprì trovandosi così nell'ultimo balcone. L'aria era gelida e il frac nero non aiutava per nulla a mantenere caldi.
  Camminò con calma verso al parapetto osservando felice le luci della città in lontananza.
  Controllò l'orologio, poi si arrampicò sul balcone e si mise in piedi. Guardando di sotto vedeva le festa e gli invitati che brindavano e ballavano.
  Ancora un attimo... 
   
   "Tre, due, uno, buon anno", si lasciò andare nel vuoto.



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