Avevo ricevuto la telefonata poco dopo le ventitre e trenta.
Parole chiare e coincise "Giù al Cristallo Rosso, c'è uno sparviero che attende".
Riattaccai il ricevitore, mandai giù gli ultimi sorsi di Martini bianco e misi la giacca.
Ovviamente manco a dirlo la mia fedele Camilla era sempre a portata di mano.
Scesi le scale e già da li notai che il vento freddo non prometteva nulla di buono.
Feci il percorso che mi separava dal locale a piedi.
La città era quasi moribonda, poche auto in giro e ancor meno passanti, anzi praticamente ero il solo in giro con quel freddo.
Solo i bordelli e i bar stavano aperti, e il bar in questione non era proprio uno dei più eleganti e non mi sto riferendo certo all'arredamento.
Riconobbi subito lo sparviero, la sua altezza e soprattutto il suo occhio bianco latte era inconfondibile.
Stava fuori all'ingresso e l'insegna rossa riverberava sulle pareti.
-Dunque? chiesi
-E' tutto pronto
Prese a camminare e lo seguii con lo sguardo, fece segno di seguirlo nel viottolo affianco, ma in quell'istante, una macchina passando aveva illuminato l'oscurità, rivelando la presenza di due energumeni seminascosti.
Quel figlio di cagna aveva preparato una trappola.
Nel suo sguardo si accese lo stupore per essere stato scoperto.
Estrassi Camilla e li freddai tutti e tre in pochi istanti.
Non ebbero nemmeno il tempo di reagire; caddero a terra.
Di li a qualche istante sarebbero accorsi a vedere cosa fosse successo, così alzai i tacchi e tornai a casa.