venerdì 29 aprile 2022

La donna alla Finestra; un libro che poteva essere ma che non è stato.

Emozioni inesistenti, nessun coinvolgimento, nessuna descrizione dell'ambiente, personaggi senza spessore psicologico o carattere, dalla protagonista agli investigatori. Hanno parlato di continui colpi di scena io ne ho contato solo 1 o 2 degni di nota. 
Tutto scorre lento e per un "thriller contemporaneo" come dice Stephen King (che a sto punto mi chiedo dove lo abbia visto il thrilling in questo libro) non credo debba essere il modo giusto di procedere.
 
 La protagonista non coinvolge per nulla.
Anna Fox, psicologa, soffre di agorafobia (ci viene svelato a più di metà libro la ragione quando ormai non ne puoi più), è costretta a stare in casa tra psicofarmaci e bicchieri di vino a profusione e chatta in un forum dedicato a chi soffre di questa patologia. Un giorno dalla finestra mentre guarda il vicinato con la sua macchina fotografica assiste ad un omicidio. Da li inizia il racconto con gli amici e la polizia che non le credeno visto il suo uso di medicine. Questa è la trama generale, mi aspettavo un coinvolgimento maggiore nei meandri della protagonista, del suo disagio, invece è tutto asettico, inespressivo. Soffre di agorafobia e poi alla prima occasione esce fuori casa come se nulla fosse... bah!

 
  Mi chiedo chi abbia avuto l'idea di pubblicarlo. Si salvano le prime 20 pagine e le ultime 20 (su 350, fate voi) dove c'è finalmente un pò di pathos. 

  Viene paragonato alla suspense di Hitchcock ma del regista inglese non c'è proprio nulla se non le citazioni dei suoi titoli (e non basta certo questo a farne un thriller coinvolgente) e l'idea di un omicidio visto dalla finestra (che il regista ha a sua volta tratto da un racconto è doveroso ricordarlo). 
Personalmente tanto rumore per nulla per una storia dal quale mi aspettavo molto molto di più. 

A dispetto di ciò il film è nettamente migliore, cosa che di solito accade raramente. Ci sono tutte le caratteristiche di cui il libro sembra carente

mercoledì 27 aprile 2022

Pepe Carvalho investigatore: la dea nuda.

 Storia amara di una giovane adolescente (non tanto diversa da Christiane F. del famoso Zoo di Berlino) che vive in una famiglia totalmente disgregata: figlia di un padre fallito e una madre che ha lasciato il marito per un atleta, un fratello preoccupato più che la reputazione della casa editrice di famiglia subisca i riflessi negativi di una sorella che sta finendo allo sbando dopo il suo arresto. 


Pepe Carvalho dovrà quindi destreggiarsi tra locali sordidi e la bellezza della giovane che non sembra intenzionata a filar dritto ma anzi...

martedì 5 aprile 2022

Bar Sport; Stefano Benni

Non tutti i capolavori sono libri interminabili e mattoni con trame talmente complicate da far pentire di aver iniziato... certi sono di appena 130 pagine come Bar Sport di Stefano Benni. Rieditato in più edizioni dal quasi lontano 1976 è un piccolo classico della letteratura contemporanea italiana.

  Tutti abbiamo conosciuto un bar sport nella vita, è il classico bar sotto casa che trovi nella grande città che nel più piccolo paese di provincia. Il più delle volte si chiama proprio Bar Sport. Qua si incrociano le vite dei più disparati personaggi al limite del pirandelliano. 
Personaggi (siano essi donne o uomini, almeno su questo è totalmente trasversale il bar sport), che si mostrano in tutta la loro genuinità e assurdità, tra un caffè e un tamarindo e l'immancabile pasta conservata nella teca di plastica ferma li da decenni che nessuno osa mangiare. 
  Non si incontrano da altre parti, ma li trovi solo nel Bar Sport.