Veniamo quindi subito a scoprire che le due erano amiche d'infanzia, amicizia che poi con il tempo si interrompe bruscamente perdendosi completamente di vista. Così a Becky non resta altro che continuare a spiare l'amica defunta attraverso il suo profilo social che resta ancora aperto.
La domanda dal quale parte la serie è, perché la notte della sua morte Chloe ha chiamato proprio Becky? Inizia così la ricerca della verità (tranquilli non anticipo nulla), intromettendosi piano piano nella vita mondana dell'amica, tra gallerie d'arte e eventi privati, spacciandosi per una certa Sasha, rimanendo invischiata in una tela di ossessione dove la presenza di Chloe, pur defunta, è sempre presente, scoprendo che quella vita tanto luminosa non era poi così brillante, ma con tante ombre e dove tutti sono i sospettati.
Serie tv originale e ben calibrata pur in pochi episodi. Come sempre mi capita di dire non servono storie lunghe per fare necessariamente un buonissimo film o libro.
Qui si indaga l'ossessione per le celebrità che non hanno mai una vita rosa come ci vorrebbero invece far credere attraverso le loro foto, anzi.
Come in Rebecca la prima moglie di Dafne du Maurier, prima, e A. Hitchcok, poi, questa vicenda ci narra della figura ingombrante di una morta che morta non sembra essere, vista la sua presenza ossessiva per Becky che si immedesima nella sua vita in nome della vecchia amicizia che le ha legate in passato, ma un passato che torna nuovamente per chiudere finalmente i conti.