domenica 27 novembre 2022

Le due di notte:

 Erano circa le due di notte. La strada fuori era silenziosa, solo il vento faceva battere le tapparelle e il ragazzo continuava a rigirarsi da ore tra le coperte senza riuscire a prendere sonno. Quell'oggetto che gli avevano consegnato ore prima lo tormentava e incuriosiva allo stesso tempo. Il colore verde lucente e la sua perfetta rotondità lo affascinavano. Doveva assolutamente alzarsi e guardarlo, benché gli fosse stato proibito farlo, ma la curiosità era più forte della voglia di dormire. Così accese la lampada sul comodino affianco a lui e aperto il cassetto cercò la scatolina con dentro l'oggetto tanto desiderato. Eccola, splendida, lucente, rotonda e perfettamente liscia senza nemmeno una asperità. Avvolta in un panno di color malva non aveva il coraggio di prenderla tra le mani per paura di romperla. Poi d'improvviso una forte luce si sprigionò, avvolgendolo. Dovette coprirsi gli occhi per non essere abbagliato, dopo di ciò la bianca luce svanì. Aprì gli occhi ma non vide nulla, era avvolto dal buio. Man mano che gli occhi si abituavano all'oscurità vide sopra la sua testa un cielo blu profondo e li, miriadi di stelle brillavano come schegge d'argento, stelle che venivano coperte dalle nubi che passavano e correvano velocissime come quando qualcuno manda a velocità una registrazione video.
  
  Abbassò lo sguardo e si accorse di trovarsi come in un grande prato di campagna, la sua camera da letto era sparita. Attorno a lui la radura era illuminata da bianche foglie che erano simili a lacrime di cristallo che vibravano. Prese a camminare in quel silenzio, lasciandosi trasportare dall'odore di umidità tipica della campagna, calpestando l'erba bagnata. I suoi occhi esploravano tutt'attorno quel posto meraviglioso che gli infondeva una pace e una calma che non aveva mai provato. Era ammaliato dal fruscio delle fronde. In lontananza riusciva a percepire un debole rumore di acqua gorgogliante. Perciò si incamminò con l'idea di trovare l'origine del quel suono, passando attraverso le piante, sotto gli alberi che con le loro grandi fronde avevano ora coperto quel meraviglioso cielo. E infine lo trovò. Superata la boscaglia si trovò su l ciglio di una collina e da li li vide. Da lontano sembrava un lunghissimo nastro d'argento che correva adagiato su in prato dove non c'era nulla a perdita d'occhio, solo quel corso d'acqua. Scese perciò l'altura e percorrendo un sentiero finalmente si avvicinò. Da vicino poteva vedere sollevarsi delicati vapori di nebbia che danzavano come ninfe degli antichi racconti. A ben vedere però quello che da lontano pareva argento, era realmente ciò che appariva. Fluiva il delicato metallo liquido come dei capelli in acqua. Brillava sotto il baluginio delle stelle. Si avvicinò alla riva per taccarlo ma il terreno sotto di lui cedette andando a cadere nel fiume. 
  Dopo l'iniziale spavento fu sorpreso nello scoprire che non andava a fondo ma che semplicemente galleggiava su quella superficie e che essa lo trasportava come fosse stato una barca. Immerse le mani e quella sostanza argentea non rimaneva attaccata alla pelle ma scivolava via. Quel viaggio continuò facendosi trasportare dal dondolio. In lontananza però iniziò a sentire un rumore profondo che si faceva sempre più forte e dal punto di orizzonte si alzava una nube bianca. Capendo che si trattava di una cascata cercò di deviare il suo cammino ma qualsiasi cosa facesse continuava a scivolare. Lui provava con tutte le sue forze ma nulla, non si muoveva. Ormai era arrivato alla fine di quel viaggio. Il frastuono era tale che la cascata doveva essere immensa e lui non poteva fare più nulla; anche se cercava di nuotare contro e raggiungere la riva, la corrente era diventata impetuosa e lo buttava da una parte all'altra fino alla fine. Venne travolto dalla schiuma che si lanciava nel vuoto sparendo fra i bianchi vapori.

  Improvvisamente aprì gli occhi come dopo uno shock e prese aria. Si ritrovò seduto sul bordo del suo letto e guardandosi le mani vide che tremava in modo quasi spasmodico. Si girò per guardarsi attorno e scoprì di trovarsi nuovamente nella sua camera. Guardava attorno a lui con occhi sgranati. Davanti a lui, per terra c'era la sfera che brillava alla luce della lampada. La fissava.  una miriade di emozioni gli attraversavano il corpo come fosse corrente elettrica. Restò li a fissare quell'oggetto poggiato davanti ai suoi piedi. Si girò a guardare che ora fosse e le lancette segnavano ancora le due di notte.


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