Serata Jazz al Rio Blu, tanta gente che va e viene, cocktail come se piovesse, il fumo è però bandito all'esterno del locale, luci basse e giallastre, calde, poltroncine accomodanti di tessuto nero e rosso e tavolini di finto marmo lucidi tirati a specchio, nell'aria le chiacchiere degli avventori della notte e il suono proveniente dal piccolo e intimo palco di rullante della batteria, squilli di tromba e tintinnare di pianoforte e la voce suadente di Clement, ragazza trasferitasi ormai da anni dalla Francia in quel paese nuovo e che l'ha accolta sin da subito; cantava con la grazia e la sensualità che solo le donne di colore riescono ad avere quando cantano quel genere di musica, ammiccava quando il momento lo richiedeva, un sorriso fugace, era il suo ringraziamento. Ella Fitzgerald, Sarah Vaughan, Aretha Franklin, Nina Simone, le sue muse d'arte, donne speciali che le hanno insegnato a vivere. La serata andava avanti come tutti i venerdì, lei cantava e la musica la accompagnava, ma non era tutto sereno nel suo cuore, quelle canzoni parlavano anche di lei, dei suoi sentimenti e ovviamente di un amore perduto, come nel più classico delle atmosfere jazz, un amore finito per un non ben chiaro motivo, forse per causa di un'altra donna, chi sa, ma sta di fatto che un pezzo di mondo era andato via, non le aveva giurato amore eterno, insomma non erano più degli adolescenti che si lasciano andare a facili ardori, ma certe cose si capiscono pur senza dirle; iniziò tutto qualche settimana prima, silenzi, incomprensioni che non si hanno voglia di superare, messaggi mandati a vuoto o risposti molto tempo dopo, sino poi all'epilogo finale in un giorno della settimana, finito, un messaggio al cellulare dopo due giorni di silenzio. Tutto non fu più lo stesso, e la musica che amava solo riusciva a farle scivolare via la pioggia dell'anima, nota dopo nota, spartito dopo spartito fino a farla cadere in un oblio simile ad una sbronza. Il locale lentamente iniziava a svuotarsi, ma come si sa, gli irriducibili resistono sino alle fine e tra gli ultimi clienti notò entrare una figura, coperta dal buio della sala e lentamente si avvicinò facendosi largo tra i tavolini ancora occupati, quella silhouette si avvicinava e si rischiarava sempre più, si sedette al tavolo e poco dopo si avvicinò un cameriere che porse un Martini con ghiaccio e limone, stava li ad ascoltare, avvolta da un cappotto verde scuro semi aperto, accavallò le gambe e stette ad ascoltare le note di Trust me. Un cliente tra tanti, improvvisamente Clement guardando più attentamente ebbe un sussulto, poteva mai essere? quella posa, quel cocktail, no, era impossibile, la sua voce al solo pensiero ebbe un incrinatura. La figura notò quello che era accaduto, perchè cambiò posizione nel momento che si guardarono. Eppure era li, seduta al tavolo, che la guardava fissamente; si alzò, e lentamente si avvicinò al palco e venne scoperta dalla luce, Clement smise immediatamente di cantare, il resto della band nel mentre però non smise di suonare continuando in sottofondo, era ferma e si guardavano negli occhi, non sapeva che fare, scendere o rimanere li, non capiva più nulla, la figura che era entrata le sorrise e di colpo i suoi occhi divennero umidi e il nodo alla gola si fece sentire, era lei, era venuta ad ascoltarla come qualche settimana addietro in quei venerdì dove si erano anche conosciute. Clement scese un po incerta i due gradini del palco e si avvicinarono l'una all'altra, la donna le tese la mano per aiutarla porgendole nel contempo una margherita bianca, il suo fiore preferito e si strinsero in un abbraccio, non dissero nulla e iniziarono a ballare con la musica della band che continuava a suonare, gli occhi si incrociarono, si cercavano l'una dentro l'altra, c'era ancora un po di loro nei loro occhi? lentamente però, insicure, le labbra si unirono e si chiusero in un bacio castissimo e tenerissimo, sfiorato... continuavano a ballare e la musica continuava a suonare.

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