venerdì 2 maggio 2014

Due parole sulla processione in onore di Sant'Efisio, sempre uguale e sempre diversa.

In realtà le parole che si possono dire non sono proprio due, perchè non riesce a descrivere cosa accade il 1° Maggio a Cagliari ogni anno, arriva tutta la Sardegna in festa per ringraziare il santo che secondo la tradizione religiosa ha salvato la Sardegna dalla peste, arrivata nel 1652, dopo un invocazione tre anni dopo di intercessione per liberarla, così per ringraziarlo il 1° Maggio una processione, che tutt'ora si ripete e che nemmeno le 2 guerre mondiali sono riuscite a fermare pur nella povertà e la distruzione fisica e psicologica si ripete con devozione e trasporto.
E' una festa religiosa che con il tempo (siamo arrivati alla 358^ edizione) ha visto lentamente ingrandirsi e aprirsi a tutta l'isola con l'arrivo dei paesi in costume tradizionale che ringraziano il santo, in un turbinio di colori, profumi, più o meno gradevoli, musica; con il corteo che apre le celebrazioni con la sfilata dei carri dei paesi partecipanti (Traccas) abbelliti a festa, e dei paesani a piedi in abiti tradizionali, sino al momento suggestivo dell'apparire del cocchio tra le vie, trainato dai buoi, che conserva la statua al suo interno e che passa per le vie del centro. E' il momento più solenne, tra applausi e suoni di launeddas, preghiere sommesse di ringraziamento o di richiesta di aiuto; il simulacro viene fermato più volte durante il tragitto per dare la possibilità ai fedeli di avvicinarsi. Lentamente lo si porta per le strade davanti al comune dove si stende un tappetto di petali coloratissimi (ramadura) al suo passaggio, le navi al porto iniziano a suonare le sirene in omaggio, applausi e sorrisi di gioia e felice commozione del pubblico.
Al suo seguito nel frattempo si accodano i fedeli in un fiume di persone sempre maggiore più o meno silenziosi che lo scortano. Dal centro poi il santo viene portato sempre a piedi al paesino di pescatori di Giorgino che si affaccia sul mare, li viene vestito con abiti più sommessi e sistemato in un altro cocchio più povero.
Dopo aver attraversato vari paesini, sempre a piedi, si arriva a Nora, (il tutto nella stessa giornata sino alla notte) altra città sul mare e condotto nella chiesetta a lui dedicata e costruita nel luogo nel quale tradizione vuole sia stato ucciso il 15 gennaio del 303, durante le persecuzioni di Diocleziano, con l'accusa di infedeltà all'impero e l'essersi convertito al cristianesimo.
Li resta sino al 3 Maggio, quando poi la notte ritorna a Cagliari con il percorso inverso dentro al cocchio solenne e ricondotto nella chiesa a Cagliari a lui dedicata.
Una curiosità da notare è che il santo è talmente ben voluto che spesse volte i sardi lo chiamano anche direttamente Efisio, come fosse un vecchio amico.
Ora qualche foto per farvi capire di che si tratta....




























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