giovedì 30 ottobre 2014

Un'aggressione:

Un rumore. Gli occhi si aprirono improvvisamente e il buio attorno a lui. Tra le coperte il corpo si irrigidì, iniziò a sudare.
Sapeva che era li, sapeva che c'era e lo stava guardando, ma non aveva il coraggio di muovere un solo muscolo per paura di scatenare l'aggressore.
I minuti trascorsero infiniti, nel silenzio ad ascoltare, a cercare di percepire qualche suono.
Ma niente.
Lentamente però con un po di coraggio decise che era arrivato il momento di affrontarlo; scese cautamente dal letto, le gambe strisciarono da sotto le coperte lentamente una dopo l'altra. Ogni singolo rumore che sentiva faceva aumentare in lui il terrore. Si trovò così in piedi ai bordi del letto avvolto dall'oscurità, da solo assieme a lui.
Dove era? dove si era nascosto? Era certo della sua presenza, lo sentiva.
"Ah!!" un sussulto, con la coda dell'occhio vide che era dietro di lui.
Chiuse gli occhi e inspirò profondamente, deglutendo quel poco di saliva che aveva in gola... e per un attimo pregò, brividi freddi gli elettrizzavano il corpo.
Ecco dove era dunque, alle sue spalle, pronto per attaccarlo vilmente.
Si girò, così da giocare ad armi pari, faccia a faccia. I piedi nudi si mossero nel pavimento in marmo liscio.
Fermi. I due si guardarono, immobili come statue, si studiavano pronti a cogliere quel momento di debolezza fatale; ne bastava soltanto uno e uno di loro sarebbe morto.
I nervi si tesero con il cuore che batteva all'impazzata, il respiro si fece affannoso, mentre il suo aggressore.... no, le sue emozioni non gli erano note.
Da anni quella presenza notturna lo tormentava, si intrufolava in camera la notte aspettando il momento adatto per ucciderlo, stava li fermo al buio lo guardava e aspettava.
Oggi era arrivato il momento di metter fine a quel tormento, se doveva morire si sarebbe difeso.
Aspettò, il cuore sempre più forte sembrava volesse spaccargli il petto, il respiro si strozzò in gola, strinse i pungi più forte che potè e cacciò un urlo dalla viscere per darsi coraggio, come fanno i soldati quando vanno alla carica.
Corse verso quella figura minacciosa, pronto per lo scontro frontale; lo avrebbe preso al collo, strangolato.
Corse, corse, eccolo, si avvicinava, poteva sentire il suo respiro carico di odio come un toro alla carica, urlava come un dannato, sempre più vicini.... "bham!" un rumore assordante, uno stridio straziato di vetri che si spaccano e un'improvvisa aria gelida gli invase l'intero corpo.
Era troppo tardi ormai per tornare indietro. Sotto di lui il vuoto, gli occhi si fecero enormi per lo stupore, non spettò altro che chiuderli e aspettare.

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