In un antico e lontano regno viveva un saggio e buon imperatore che aveva come passione quella di collezionare oggetti molto particolari e preziosi, tra questi un rarissimo fiore bianco dai mille petali, alla quale il re era molto affezzionato e che sbocciava solo una volta ogni dieci anni.
Una notte senza luna però un cavaliere proveniente dal Regno della Luna, con il suo carro trainato da due enormi leoni bianchi e neri, riuscì, col favore delle tenebre a rubare il fiore e a portarlo sul suo regno lunare fatto tutto d'argento.
L'imperatore, scoperto il mattino seguente la scomparsa del suo fiore dai mille petali fece affiggere un editto e chiunque avesse recuperato il suo raro fiore lo avrebbe ripagato profumatamente.
Si presentò così un giovane e gagliardo aspirante cavaliere di corte che chiese al re di poter iniziare questa missione; avuto il benestare del sovrano si mise in viaggio.
Non avendo però proprio idea su cosa potesse fare, si sedette sulla riva di un fiume a pensare "Come posso raggiungere la luna?" si chiedeva. Dalla spuma dell'acqua apparve una donna vestita di un bel abito viola e porpora che gli disse che per raggiungere il cavaliere della luna avrebbe dovuto usare delle ali fatate che lei gli avrebbe donato.
Così messosi le ali in spalla prese una bella rincorsa e con un balzo si innalzò verso il cielo.
In pochi istanti si trovò sulla bianca crosta lunare. Da lontano poteva vedere il rilucente e argenteo palazzo del Cavaliere Lunare. Svettava di torri altissime a perdita d'occhio, era l'edificio più grande e imponente che avesse mai visto.
Sulla via che lo condiceva al castello incontrò il Cavaliere Lunare che vedendolo arrivare sganciò i leoni dal carro e questi corsero verso il giovane che sbranarlo, il povero cavaliere rimase terrorizzato e presagiva già la sua fine quando improvvisamente un forte bagliore bianco apparve dal nulla e si materializzò un giovane ragazzo che gli lanciò un arco e delle frecce d'oro, così il cavaliere, prese queste armi, scagliò velocemente due frecce contro le belve che si immobilizzarono all'istante cadendo per terra come statue.
Il Cavaliere Lunare vedendo ciò corse velocemente dentro al suo palazzo chiudendo l'enorme ingresso dietro di se, seguito dal giovane cavaliere, che con colpo di freccia fece sparire il portone e potè così continuare l'inseguimento. Dentro vide il Cavaliere Lunare salire le lunghissime scale ed entrare dentro una stanza. Così lo seguì, entrò e vide che si trovava dentro la sala dove era conservato il fiore dai mille petali. Il Cavaliere Lunare agguantò il fiore e indossati degli stivali alati stava per fuggire via nuovamente: "fermati o ti trasformo in un statua con un colpo di freccia", il Cavaliere Lunare non gli diede retta, anzi, con una risata beffarda si lanciò dal balcone e iniziò a volare via. Così non gli restò che lanciarsi nel vuoto e spiegate le ali fatate volò verso di lui e iniziarono a combattere in aria; volteggiavano, si inseguivano, picchiate, giravolte, inseguimenti, sembravano due enormi falchi. Nella collutazione il giovane cavaliere volle prendere l'arco per porre fine a questa vicenda, ma gli scivolò dalle mani, così si girò velocemenete per andare a recupararlo e incoccò l'ultima freccia rimasta che andò a colpire il Cavaliere Lunare che nel frattempo stava volando via, ma immobilizzato dal colpo fatale, iniziò a precipitare nel vuoto assieme al povero fiore. Il giovane cavaliere dovette così volare più veloce che potè per prenderlo prima che cadesse al suolo.
Volava in picchiata, le piume fremevano e parevano sul punto di staccarsi, il vento gli fischiava nelle orecchie dalla velocità e finalmente riuscì ad agguantarlo pochi istanti prima che cadesse rovinosamente a terra.
Senza porre indugio volò nuovamente sulla terra e si recò al castello dell'imperatore che potè riavare il caro fiore.
Il giovane cavaliere gli raccontò allora la sua avventura e l'imperatore ascoltava ammirato e con partecipazione queste sue vicende.
"Bene, giovane cavaliere, hai dimostrato coraggio e onore in questa avventura e la mia promessa sarà mantenuta..." l'imperatore non potè finire di parlare che con un soffio di vento apparve nuovamente la donna del fiume che disse "mio imperatore perdonatemi l'intrusione, tu stati per fare a questo cavaliere dono di ricchezze e gioie ed è giusto, ma lascia che anche io faccia un dono a lui e che son sicura farà piacere anche a te, trasformerò questo fiore in un bellissima ragazza che amerai come fosse tua figlia e se che vorrà potrà sposare questo valoroso cavaliere" infati è bene dire che l'imperatore non aveva potuto avere figli poichè la moglie era morta tanti anni prima.
Così con un leggero tocco di tulle sfiorò il bel fiore petaloso che si trasformò in una ragaza dai mille capelli ricci color del grano.
La storia ovviamente finì nel miglior modo, i due giovani si innamorarono e vollero sposarsi.
Fine.