C'era una volta una rana che nuotando
nello stagno trovò un forziere. A fatica riuscì a portarlo a riva e
una volta aperto vi trovò dentro pietre preziose e monete. Tra quei
preziosi trovò anche un piccolo anello, se lo mise in una delle
zampe e si trasformò in un giovane.
In quel mentre passava
la principessa in carrozza con la sua guardia reale, il ragazzo si
accorse di non essere coperto, così velocemente si nascose dietro un
cespuglio, ma la principessa si accorse di quel movimento fra le
piante e ordinò alle guardie di andare a controllare. Così le
guardie fecero uscire il giovane dai cespugli, avendo però provveduto
prima a coprirlo con uno dei loro mantelli; la principessa chiese chi fosse, ma il povero sventurato non sapendo proprio cosa rispondere, disse
che era un principe che era stato derubato delle sue vesti da dei
ladroni. La principessa divertita da quella situazione diede
l'ordine di far salire il ragazzo su uno dei cavalli e di scortarlo
assieme a loro al castello.
Arrivati al palazzo venne vestito e
presentato al re padre. Lui però non sapeva proprio cosa fare o dire, si
era trovato invischiato in una situazione che non sapeva gestire.
A pranzo mangiò con le mani e leccava i piatti con la lingua , sotto lo sguardo attonito di tutta la corte, goffamente cercava poi di camminare sulle due gambe ma sembrava ubriaco. Doveva fuggire da li e levarsi l'anello il prima possibile.
A pranzo mangiò con le mani e leccava i piatti con la lingua , sotto lo sguardo attonito di tutta la corte, goffamente cercava poi di camminare sulle due gambe ma sembrava ubriaco. Doveva fuggire da li e levarsi l'anello il prima possibile.
Finalmente arrivò la notte e dopo la
cena, trovatosi nella sua stanza stava per levarsi l'anello quando
apparve una fata che gli disse che quel tesoro trovato nello stagno
era suo e che se si fosse levato l'anello prima di 3 giorni sarebbe
rimasto essere umano per sempre. Il giovane venne preso dallo
sconforto, non voleva rimanere un essere umano; l'unico consiglio che la fata gli diede fu quello di
continuare a far finta di essere principe, anche se goffo, per quei
pochi giorni, chè tanto nessuno sapeva chi realmente lui fosse e passati
quei giorni sarebbe nuovamente tornato rana e tutto sarebbe stato
dimenticato. Così, sconsolato, fece.
I giorni seguenti la principessa lo
portò a cavallo nei suoi boschi, fece con lui gite nello stagno,
andarono al tiro al bersaglio; la principessa era una perfetta
arciere; insomma per farla breve il finto principe finì per innamorarsi della
principessa.
Arrivò così il terzo giorno e il
giovane un pò circospetto si diresse senza essere visto allo stagno, prese qualche
istante per riflettere; capì voleva restare umano ma non poteva
rischiare, magari, per qualche incauta azione di perdere l'anello
magico e trasformarsi improvvisamente in rana, così a malincuore si
levò l'anello e immediatamente riprese le sue sembianze animali; la
principessa, che lo aveva seguito, vide il momento esatto in cui si
trasformò. A quella trasformazione la giovane donna restò
impietrita. Anche lei si era innamorata del principe ma ora si era
trasformato in una rana.
In quel momento alle sue spalle apparve la
fata dello stagno che la chiamò e vide gli occhi tristi e umidi di
pianto della principessa, le disse di non disperare e di andare dalla
rana e dirle del suo amore, lei giustamente fece notare che lui era
una rana, non poteva innamorarsi di una rana, la fata insisté e così
la giovane, fiduciosa ma anche dubbiosa, si avvicinò alla rana che
si trovava sulla riva dell'acqua e sedutasi accanto a lei iniziò a
parlargli, gli confessò il suo amore, gli disse che quei tre giorni
passati assieme furono giorni che avrebbe ricordato per tanto tempo; la rana
la guardava con i suoi occhi tondi e lucidi, sembrava capire quello
che diceva la principessa.
Dall'alto, delicatamente iniziò a
scendere una fine polvere che brillava e cadeva sopra la rana e che la
avvolse in una luce bianca. Quando la luce svanì, al posto della
rana apparve il giovane principe.
Era il dono che la fata fece ai due
giovani per premiarli del loro amore sincero nonostante la loro
differenza. Si diedero un lungo bacio e pochi giorni dopo venne
celebrato il matrimonio.
Volete sapere se il principe, che
divenne realmente principe per decreto del re, imparò a camminare
correttamente? Si ma solo perchè la regina gli fece prendere lezioni
da un maestro di buone maniere.
Fine.


