sabato 3 agosto 2024

With Love:

   Interno giorno, ore otto. Il primo sole di giugno scaldava e filtrava dai fori della tapparella semi chiusa illuminando di piccoli puntini dorati la camera da letto.
La donna si mosse lentamente tra le lenzuola in cotone. Il suo corpo atletico e flessuoso iniziò a stirarsi facendo frusciare la stoffa su di lei. Le mani si aprirono e schioccarono. Le unghie passarono tra i capelli lunghi e neri che erano si erano arriffati sul cuscino; la generosa dose di lacca per tenerli vaporosi li avevano resi una nuvola scomposta, solo una doccia avrebbe potuto domarli.

   Guardò l'orologio accanto al comodino e infine si alzò dirigendosi a passo lento verso il bagno. Il suo bel gatto arancione la seguì e si mise a fissarla quando lei si sedette sul water. Lo accarezzò tra le orecchie con grande soddisfazione per l'animale. Dopo di che si portò in cucina. Non aveva particolarmente fretta quella mattina, aveva degli impegni, questo si, ma era in abbondante anticipo, quindi poteva concedersi una lenta colazione. Per darsi una carica in più chiese all'assistente automatico di mettere la sua musica preferita e questo in pochi secondi fece partire la sua scelta musicale che iniziò con No man no cry , a quel basso ritmato di sassofono iniziò lentamente a ballare facendo ondeggiare le gambe e i fianchi, si sentiva bene, stava bene ed era bella. Prese la tazza dal mobile, mise la cialda nella macchinetta e e aspettò che il bottone luminoso diede l'ok e fece scendere il liquido corroborante. Si godette il caffè dalla finestra del soggiorno. La città al di sotto del suo appartamento in pieno centro si era svegliata già da un po'. Il miagolio del gatto le ricordò che pure lui voleva mangiare e con un sorriso di scuse riempì la sua ciotola. Diede poi una scorsa all'orologio e si scrollò da dosso quel poco di torpore che ancora la teneva a se. Era il momento di prepararsi.

   L'acqua della doccia scendeva nel mentre che lei sceglieva l'intimo; al resto avrebbe pensato dopo. Finalmente si tuffò al di sotto del soffione. Lo sbalzo termico le diede un brivido attraverso la schiena ben definita. Si cosparse di di schiuma alla vaniglia e iniziò e passare la mani lungo il corpo, un corpo allenato da lunghe sedute in palestra tra pesi e pilates. Spendeva svariati euro al mese per mantenerlo atletico e tutta quella atleticità venne esaltata quando, uscita dalla doccia, decise di indossare un tubino color blu petrolio che terminava poco sopra il ginocchio e che lasciava ben scoperte le braccia. Dalla scarpiera prese un paio di scarpe da ginnastica bianche; quelle con i tacchi le avrebbe indossate una volta arrivata all'appuntamento. Uno spruzzo di profumo, i capelli tenuti su da spruzzi di lacca e un rossetto verde mela terminarono la preparazione. Era pronta e in orario, undici precise. Salutò il gatto, prese le chiavi, chiuse l'ingresso e scese in ascensore i quindici piani sino al livello del sotterraneo dove era parcheggiata l'auto.
Una spider bianca.

   Messa in moto uscì dal posteggio e partì decisa. Mandò in funzione lo stereo e ancora una volta il sax di Jimmy le fece compagnia. Per un brivido in più chiese quindi all'auto di abbassare la copertura automatica e questo fece ciò che lei aveva chiesto. Sopra la sua testa le si svelarono gli alti palazzi. Vetro e acciaio. In pochi chilometri uscì dalla città, direzione mare. Una volta immessa nella grande statale potè dare libero sfogo all'auto che fece sfrecciare decisa verso la sua meta. Lo avrebbe raggiunto li e finalmente si sarebbero rivisti. Lungo tutto il tragitto non fece che pensare a lui e a cosa avrebbe pensato guardandola.
Le grandi palme che costeggiavano la strada indicavano che era nella giusta direzione; sfrecciavano una dietro l'altra al suo passare. Il sole, le palme, il caldo e la strada che si apriva davanti a lei come per incanto, era tutto perfetto, nulla poteva andare storto. 
   Svoltata a sinistra imboccò la strada che la portava al punto stabilito. Lo specchio d'acqua alla sua destra con la lunga distesa di sabbia era finalmente alla sua vista, brillavano entrambi sotto al sole cocente. Essendo piena estate i turisti e i vacanzieri erano giunti a frotte. Pensò che sarebbe stato arduo trovare parcheggio, ma decise che ci avrebbe pensato al momento. Finalmente si addentrò nella strada che l'avrebbe condotta da lui. Dopo una decina di minuti scorse il locale lungo il mare. Un piccolo chiosco elegante con ombrelloni e forma di palma e sdrai in ratan. Un posto particolare per una occasione particolare.
  Si avvicinò lentamente per cercare parcheggio ma con suo disappunto non le riuscì di trovarlo. Fece nuovamente il giro, ma nulla. Prese quindi la decisione di parcheggiare in doppia fila. Non ci sarebbe voluto molto pensò. 

   Spense l'auto. Scese dall'abitacolo e levate le scarpe sportive mise quelle scelte per l'occasione, un mezzo tacco a decolté in raso color lilla. Prese la sua piccola borsa. Si accorse che in tanti avevano notato la sua presenza. Ne restò soddisfatta. voleva essere vista, specialmente da lui. Si diresse con calma tra i tavolini. Gli occhiali da sole coprivano parte del viso, ma sapeva che l'avrebbe riconosciuta anche da lontano. Poi finalmente lo vide. Era da solo che sorseggiava un bicchiere di vino bianco, vestito come se lo ricordava, una leggera camicia in cotone color sabbia con bermuda in tinta. Lei fremette per un attimo dall'emozione. Si avvicinò a passi controllati. I tacchi battevano sul lastricato in legno marino. Sotto le suole la sabbia grattava e per un attimo sorrise pensando cosa sarebbe succeso se fosse scivolata proprio in quel momento, ma fu un pensiero di breve durata. 
   Si fece sempre più vicina e quando fu alla distanza giusta lo chiamò... "ehi bastardo!" in quel momento aprì la sua borsa ed estratta una pistola scaricò tre colpi sull'uomo. Lui fece solo in tempo a vederla e trasalire, poi cadde per terra facendo sobbalzare il tavolino che cadde rovesciandosi. Attorno a lei si scatenò il panico, urla e grida. Restò a guardarlo, non una sola emozione. Nella sua mente si palesò un ricordo che la stava tormentando da mesi e l'aveva fatta sentire sporca suo malgrado. Si guardò attorno conservando l'arma e con calma, la stessa calma con il quale era arrivata fece la strada inversa e tornò all'auto, accese i motori, prestò attenzione all'avvio, mise la marcia e se ne andò, nessuno osò fermarla e se lo avessero fatto non avrebbe opposto nessuna resistenza. 
   Tutti l'avevano vista. Tutti dovevano vederla perchè tutti dovevano sapere cosa aveva fatto.





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