martedì 8 ottobre 2024

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 Introduzione:

   I tre filmati che state per vedere sono apparsi tre anni fa in quello che viene chiamato Dark web, il lato oscuro e inquietante della rete, un lato cosi angosciante per i materiali che vengono caricati e proposti anche sotto pagamento che a ben ragione per questi aspetti viene definito illegale. I video sono stati girati nel 1983 in Inghilterra, il secondo nel 1995 in Finlandia e l'ultimo nel 2007 in Giappone e sono stati nominati Registrazione A, Registrazione B e Registrazione C ed è così che vengono proposti con anche i sottotitoli. Buona visione.


   Registrazione A: Inghilterra, 30 settembre 1983; ore 19:00

   Il video si apre con un uomo il cui volto non viene mai ripreso e che sistema velocemente una videocamera sopra un tavolino che riprede un corridoio con delle stanze laterali. L'uomo indossa abiti da lavoro e porta in spalla un borsone da elettricista. La registrazione si interrompe li.

  Ore 23:00

   La registrazione riparte in automatico e il corridoio ora è al buio, riprendendo la scena attraverso la registrazione ad infrarossi. Dopo qualche minuto compare davanti all'obiettivo una figura che indossa una felpa bianca col cappuccio sollevato e che indossa una maschera da agnello a coprirgli interamente il volto. Guada verso la camera e poi scompare dileguandosi nel buio dell'abitazione lasciando il campo totalmente libero. Per molte ore non accade nulla sino alle due e sette minuti, a quell'ora si sentono delle voci e una debole luce si  accende e si può vedere una donna in pigiama che esce da una stanza alla destra e percorsi pochi passi entra in quello che è il bagno che si trova proprio di fronte al mirino della ripresa, accende la luce e chiude la porta. In quell'istante l'uomo con la maschera irrompe davanti alla scena e con una siringa in mano velocemente entra in camera da letto. Si può percepire un rumore sommesso di colluttazione, dopo poco un uomo in pigiama esce dalla medesima stanza e si dirige nella stanza subito attigua e vi rimane totalmente al buio. La donna uscita dal bagno dopo aver messo in funzione lo scarico, si volta verso la stanza dove era entrato l'uomo in pigiama e lo chiama in modo interrogativo, ma questo non risponde però le si avventa colpendola con un coltello. L'uomo non le lascia tregua, lei cerca di difendersi. Al buio la telecamera a raggi infrarossi riprende la scena straziante e gli occhi dei due sono come due luci bianche. Lei non ha il tempo di capire cosa stia accadendo e sotto le grida delle ferite che le vengono violentemente inferte si accascia e li resta immobile. 

   Piano piano da sotto il suo corpo si delinea una chiazza di sangue che a causa della ripresa notturna diventa una macchia scura sempre più grande; le medesime macchie nerastre sono state disseminate nelle pareti circostanti. L'uomo resta li immobile e la fissa per lunghi attimi, improvvisamente come risvegliatosi guarda la scena davanti a lui, non realizza immediatamente l'accaduto, se ne rende conto secondo dopo secondo e quando è chiaro inizia ad urlare, lascia cadere l'arma e crolla disperato.

   Ore 00:35

   Improvvisamente si sente il campanello della casa suonare. L'uomo ancora è in preda alla più cieca disperazione e non va ad aprire, non vuole o per lo scioc non riesce. Dal di fuori della scena si possono sentire delle voci che chiamano e il rumore di una porta che viene spalancata. In pochi istanti sopraggiungono i soccorsi che si bloccano per un momento davanti alla scena. Dopo di che preso di peso l'uomo lo allontanano dalla corpo della moglie e lo portano, quasi trascinano, in una stanza fuori dalla vista. Le luci della casa vengono accese una dopo l'altra ad illuminare quella scena. La videocamera allora passa alla modalità normale di registrazione e ora a colori quella scena appare in tutta la sua brutalità. Le macchie nere ora sono di un rosso vivo e brillante, il corpo della donna è accovacciato in posizione fetale sul fianco destro e le braccia lungo i fianchi. Dal fuori campo si sente ancora la voce dell'uomo che urla e piange, tra le grida si riesce a capire che non si è reso conto di ciò che ha fatto, che era convinto che stesse colpendo una persona che si era introdotta in casa sua e lo stava per aggredire. 

   Intervengono quindi gli altri agenti che con circospezione si avvicinano al cadavere affrontando i primi rilievi e riprendono il tutto con le foto. Passano svariati minuti e si sono fatte oltre le due quando i paramedici hanno il compito di prelevare il corpo della donna e portarlo via.  

   Improvvisamente si vede una persona che non ripresa in volto si avvicina alla telecamera e spegne la registrazione.  

   

   Registrazione B: Finlandia, 18 giugno 1995; ore 18:00

   La registrazione inizia con un uomo che posiziona la telecamera da quella che sembra una libreria e si allontana da essa velocemente portandosi al centro della stanza facendosi riprendere sempre di spalle. Indossa una felpa bianca e porta con se un borsone con degli attrezzi in metallo. Le si avvicina una donna con un piccolo in braccio, lei le spiega di un problema ad uno scarico e del cattivo odore che proviene. L'uomo le chiede perciò di andare fuori e provare ad aprire i rubinetti. La donna esce ed è in quel momento che lui, sempre di  spalle, si abbassa e armeggia all'interno del borsone. e poi si solleva il cappuccio. Tornata in casa l'uomo si gira e si volta verso di lei. indossa maschera dalla sembianze di cervo. Lei rimane perplessa, lui però la stringe forte a se e tenendole una mano sulla bocca le preme una siringa nel collo. Qualche istante e poi la lascia cadere sul divano li vicino. Fatto ciò l'uomo si avvicina alla cinepresa e guardando direttamente l'obiettivo inclina la testa e poi va via.

   La donna si riprende in pochi attimi , Resta immobile seduta  e fissa il vuoto. La voce del bambino la ridesta, si volta verso di lui e vedendolo gattonare verso di lei, la donna lo guarda con terrore cieco. Si solleva portandosi una mano alla bocca e si allontana  a passi all'indietro come se vedesse una bestia schifosa. Sparisce lentamente dalla ripresa ( si sentono dei rumori di oggetti che cadono) per poi riapparire nel campo visivo  scagliandosi contro il piccolo che gattona verso di lei colpendo con un tronco di legno più volte gridando di rabbia. Il bambino grida per una frazione di secondo poi tace. La donna continua a colpirlo con forza più e più volte, poi si ferma e torna a sedersi fissando il vuoto.

   Ore 18:30

   Da fuori si sente il suono del campanello e una voce femminile che chiama, sembra conoscere la donna che abita in quella abitazione. La donna lentamente si alza e si dirige ad aprire. La voce chiede se vada tutto bene, che ha sentito delle urla e dei colpi... improvvisamente quella stessa voce prorompe in un grido sconvolto, chiede cosa sia successo, la donna non risponde, non pare capire cosa sia successo. La voca fuori campo sparisce. Nel giro di pochi minuti si sentono delle sirene sopraggiungere. La donna resta immobile davanti alla porta per tutto il tempo. Nella casa entrano quindi i paramedici e le forze dell'ordine. Resta in stato confusionale. Le fanno domande e lei risponde in modo vago. Le chiedono se sia sposata, il nome, ma lei continua a biascicare parole e frasi, le dicono se è stata lei a colpire il figlio, ma non pare capire, fissa il corpicino ma non esprime nessuna emozione. Dal di fuori entra un uomo che grida disperato e due agenti devono tenerlo fermo nel mentre che lui si dimena come un indemoniato quando vede la scena. L'azione continua a svolgersi con gli agenti che continuano ad entrare per fare rilevamenti, poi senza preavviso si vede una mano che passa davanti all'obiettivo, solleva la videocamera, l'inquadratura vacilla e si spegne.


     Registrazione C: Giappone 4 maggio 2007; ore 20:45

     La scena si apre con l'inquadratura che ci mostra il soggiorno di una casa. Non sappiamo in quale contesto sia stata posizionata o in quale momento della giornata. Davanti a noi c'è un tavolino dietro il quale vi è una divano beige a tre posti e alla sinistra una poltrona del medesimo colore. Una coppia sta guardando la televisione che è nella stessa linea d'aria della camera. Forse è posizionata su una mensola al di sopra di essa. La novità rispetto ai precedenti filmati è che questo viene registrato in digitale. Alle 20:49 si sente il suono di un campanello. La donna guardare l'orologio al suo polso e dice all'uomo, presumibilmente il marito che è il figlio che deve essere tornato dall'allenamento. Si sposta dall'inquadratura e va ad aprire. Lo donna saluta chi è appena arrivato, ma non si sente nessuna risposta arrivare. Davanti all'occhio della ripresa arriva un giovane vestito con la divisa da baseball che cammina lentamente ma risoluto e si porta dinnanzi all'uomo. Resta immobile a guardarlo. L'uomo, (il padre?) gli chiede di spostarsi. Poi improvvisamente sferra un colpo violento al volto dell'uomo con la mazza in legno che tiene ancora tra le mani, uomo che non ha nemmeno il tempo di reagire. Dal di fuori della scena le grida della madre si accavallano a quelle del giovane che continua a colpire con ferocia. L'uomo resta immobile mentre continua a colpirlo. I colpi sono secchi e mirati. La donna tenta di fermare il ragazzo avvicinandosi, ma viene investita al braccio dal bastone che ora è usata come un'arma. Tenendosi l'arto offeso si allontana e urla aiuto forse uscendo per strada.

  Prestando attenzione al video si può notare che la videocamera sta inquadrando anche una finestra dal quale si intravede una figura con indosso una felpa bianca e sul viso ha una maschera da lupo ghignante che sta guardando la scena dal di fuori.

  Ore 21:18

  Dalla medesima finestra appaiono dei bagliori rossi che sopraggiungono e illuminano il buio della sera. Si possono udire delle voci concitate e delle figure che entrano nella casa. Il ragazzo non sembra sentirlo e continua a colpire senza fermarsi. Un gruppo di agenti si avvicina al giovane chiamandolo per nome; Yamada, ma non da loro retta. Provano da avvicinarsi ma desistono per evitare di essere colpiti, continuano a chiamarlo ma senza ricevere risposta. Uno degli agenti entra sulla scena con la pistola in pugno e spara tre colpi che colpiscono il giovane alla gambe che cade a terra dolorante, non si vede sangue sulla gamba, molto probabilmente sono stati sparati delle pallottole in gomma; è in quell'istante che lo bloccano. La donna, ancora fuori campo urla e piange. Intervengono prontamente i paramedici che si avvicinano alla vittima dell'aggressione, vittima che ora appare davanti alla ripresa in tutto il suo orrore e mostra un viso orrendamente tumefatto e deformato coperto di sangue per i colpi ricevuti. Dalla finestra la figura che prima guardava la scena ora è scomparsa. Passano alcuni istanti e anche questa registrazione si conclude come le precedenti: una mano inguantata compare davanti all'obiettivo per qualche istante, solleva la videocamera e la registrazione si interrompe.


  Postfazione:

  Di questi tre filmati che avete appena visto a tutt'oggi non si conosce gli li abbia realizzati e chi abbia messo le telecamere a registrare, parrebbe che posiziona le telecamere in casa si presentino sotto le spoglie di tecnici riparatori e aggrediscano poi le vittime con una siringa. Le tre persone in carcere continuano a dirsi innocenti e non ricordare cosa sia successo. 




   


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