martedì 22 aprile 2014

Dove ti riposi?

E' tramonto, ti sento, piccola e distante, 
garrisci stridula, corri veloce tra l'aere e gli insetti,
è un attimo e già è tuo. 
Subito volti la coda
giravolta lesta e ne insegui un'altro,
corri veloce, tagli l'aria e un'altro è nel becco....
Il sole è ormai rosso all'orizzonte, 
cala dietro i tetti, il silenzio si fa presente, 
ombre lunghe macchiano le strade.
Ormai mi accorgo che non corri più, dove ti riposi?
Ci sarai domani sera? 


sabato 19 aprile 2014

Serata Jazz al Rio Blu:

Serata Jazz al Rio Blu, tanta gente che va e viene, cocktail come se piovesse, il fumo è però bandito all'esterno del locale, luci basse e giallastre, calde, poltroncine accomodanti di tessuto nero e rosso e tavolini di finto marmo lucidi tirati a specchio, nell'aria le chiacchiere degli avventori della notte e il suono proveniente dal piccolo e intimo palco di rullante della batteria, squilli di tromba e tintinnare di pianoforte e la voce suadente di Clement, ragazza trasferitasi ormai da anni dalla Francia in quel paese nuovo e che l'ha accolta sin da subito; cantava con la grazia e la sensualità che solo le donne di colore riescono ad avere quando cantano quel genere di musica, ammiccava quando il momento lo richiedeva, un sorriso fugace, era il suo ringraziamento. Ella Fitzgerald, Sarah Vaughan, Aretha Franklin, Nina Simone, le sue muse d'arte, donne speciali che le hanno insegnato a vivere. La serata andava avanti come tutti i venerdì, lei cantava e la musica la accompagnava, ma non era tutto sereno nel suo cuore, quelle canzoni parlavano anche di lei, dei suoi sentimenti e ovviamente di un amore perduto, come nel più classico delle atmosfere jazz, un amore finito per un non ben chiaro motivo, forse per causa di un'altra donna, chi sa, ma sta di fatto che un pezzo di mondo era andato via, non le aveva giurato amore eterno, insomma non erano più degli adolescenti che si lasciano andare a facili ardori, ma certe cose si capiscono pur senza dirle; iniziò tutto qualche settimana prima, silenzi, incomprensioni che non si hanno voglia di superare, messaggi mandati a vuoto o risposti molto tempo dopo, sino poi all'epilogo finale in un giorno della settimana, finito, un messaggio al cellulare dopo due giorni di silenzio. Tutto non fu più lo stesso, e la musica che amava solo riusciva a farle scivolare via la pioggia dell'anima, nota dopo nota, spartito dopo spartito fino a farla cadere in un oblio simile ad una sbronza. Il locale lentamente iniziava a svuotarsi, ma come si sa, gli irriducibili resistono sino alle fine e tra gli ultimi clienti notò entrare una figura, coperta dal buio della sala e lentamente si avvicinò facendosi largo tra i tavolini ancora occupati, quella silhouette si avvicinava e si rischiarava sempre più, si sedette al tavolo e poco dopo si avvicinò un cameriere che porse un Martini con ghiaccio e limone, stava li ad ascoltare, avvolta da un cappotto verde scuro semi aperto, accavallò le gambe e stette ad ascoltare le note di Trust me. Un cliente tra tanti, improvvisamente Clement guardando più attentamente ebbe un sussulto, poteva mai essere? quella posa, quel cocktail, no, era impossibile, la sua voce al solo pensiero ebbe un incrinatura. La figura notò quello che era accaduto, perchè cambiò posizione nel momento che si guardarono. Eppure era li, seduta al tavolo, che la guardava fissamente; si alzò, e lentamente si avvicinò al palco e venne scoperta dalla luce, Clement smise immediatamente di cantare, il resto della band nel mentre però non smise di suonare continuando in sottofondo, era ferma e si guardavano negli occhi, non sapeva che fare, scendere o rimanere li, non capiva più nulla, la figura che era entrata le sorrise e di colpo i suoi occhi divennero umidi e il nodo alla gola si fece sentire, era lei, era venuta ad ascoltarla come qualche settimana addietro in quei venerdì dove si erano anche conosciute. Clement scese un po incerta i due gradini del palco e si avvicinarono l'una all'altra, la donna le tese la mano per aiutarla porgendole nel contempo una margherita bianca, il suo fiore preferito e si strinsero in un abbraccio, non dissero nulla e iniziarono a ballare con la musica della band che continuava a suonare, gli occhi si incrociarono, si cercavano l'una dentro l'altra, c'era ancora un po di loro nei loro occhi? lentamente però, insicure, le labbra si unirono e si chiusero in un bacio castissimo e tenerissimo, sfiorato... continuavano a ballare e la musica continuava a suonare.

giovedì 10 aprile 2014

Il pallido sole

Torna la sera, torna la cinciallegra,
emerge la trasparente luna e
cala il pallido e smorto sole.




lunedì 7 aprile 2014

Ora blu

Ovattato vociare in lontananza.
Mare che rimesta.
Silenzio assordante
Vivere in un momento di perenne ora blu.

Gita alla Villa Romana di Sant'Andrea a Quartu

Una bellissima gita stamattina con tanto sole a visitare finalmente una delle poche ville marittime sarde fuori dal circuito cittadino romano della vecchia Karalis, si trova nella zona di Sant'Andrea a Quartu, ci si arriva passando da Via Rimini e percorrendo un pezzo di spiaggia: la villa o per lo meno quello che ne resta è sistemata tra la spiaggia e il mare che ne ricopre una buona parte, dove affiorano in certi punti dei resti dall'acqua; sono visibili ancora degli ambienti liberi, ovviamente è presente solamente un alzato parziale delle pareti. 
E' stata datata tra il II e il IV d.C., la tecnica edilizia di costruzione è di tipo "opus mixtum" (opera mista) il che significa un'alternanza di uno strato di pietre e file successive di laterizi legati tramite della calce.
Del proprietario non si conosce il nome poichè è molto carente la documentazione in merito.
E' probabile che fosse presente un complesso termale, un approdo per le imbarcazioni, ed è probabile che avesse anche un uso produttivo.
Durante il '500 poi sulla struttura, forse già abbandonata, venne costruta una torre spagnola di avvistamento contro le incursioni moresche ma fatta saltare poi in aria negli anni 60 per realizzare su quell'area una casa (abusiva?), poi successivamente demolita per cercare di salvaguardare quell'area archeologica dal degrado ma di cui però si vedono le tracce nella colata di cemento che visibilmente ha deturpato quel luogo, visto anche ormai il pesante grado di abbandono in cui versa tutta l'area.
Nella parte sottostante questa grande banchina in cemento è possibile notare una parte di volta a botte parzialmente crollata.
Sono visibili ancora parti di quello che era la pavimentazione fatta in laterizio cotto, specialmente nel perimetro dell'ambiente ancora semi emerso.
Ovviamente appena arrivato sono impazzito e ho fatto miliardi di foto e ho scoperto esistere in internet una piantina dell'area così ora vediamo un po che ho fotografato indicandolo nella pianta.
 Vecchia foto che ritrae la torre e parte delle vecchie mura sottostanti prima che venissero fatte saltare letteralmente in aria per "far posto" alla casa moderna.

                              Piantina presa dal sito Sardegna Cultura
                               e modificata da me


                                        Ambiente 1

                                       Ambiente 2

                                      Ambiente 3

                                      Ambiente 4

                                        Ambiente 5
                                        Ambiente 6
                               
  Esempio di opus mixtum:


  Parte della pavimentazione in laterizio cotto (ambiente 1) 

Barca solitaria e molto suggestiva 

Ecco come si presenta oggi lo stesso luogo in quella foto in bianco e nero