venerdì 30 gennaio 2015

Padam Padam:


Un miracolo:

Oggi vi racconto una storia, la storia di un miracolo... Il miracolo dell'ostia profanata: A Parigi, nel lontano Anno Domini 1290 una donna trafugò un'ostia consacrata e la vendette ad un commerciante di origine ebrea; allorché quest'ultimo decise di bruciarla mettendola nel fuoco, dall'ostia uscì fuori del sangue che colando sin fuori dalla porta di casa richiamò l'attenzione dei gendarmi che recuperarono il mal tolto e lo riconsegnarono agli ecclesiali per la riconsacrazione.
   La donna venne impiccata, mente il commerciante, per quel gesto sacrilego contro la religione cristiana venne preso e bruciato al palo assieme a tutta la sua famiglia, compresi i suoi bambini.
   Chi sono i mostri sanguinari pronti a uccidere per veder difeso e vendicato l'oltraggio profanatore subito? chi sono invece i buoni e nel giusto nell'agire?
PS nella foto la tavola di Paolo Uccello che descrive la messa a morte dei sacrileghi.

lunedì 26 gennaio 2015

Scegli la tua buona stella: "Giorno della memoria" 27 gennaio 1945- 27 gennaio 2015

*prigionieri politici: oppositori al nazismo
*emigrati: coloro che scapparono ma che furono fatti tornare o con l'inganno o con la minaccia di morte ai familiari rimasti
-Da Wikipedia: Giorno della memoria
(per non dimenticare e inorridire ogni giorno al ricordo di come l'uomo sia cattivo, orrendamente cattivo, ieri e oggi e avendo paura del diverso e lo voglia eliminare e di come l'essere umano sia l'animale più crudele tra le bestie che la natura abbia generato.) NdR.
-La scelta della data ricorda il 27 gennaio 1945 quando le truppe sovietiche dell'Armata Rossa, nel corso dell'offensiva in direzione di Berlino, arrivarono presso la città polacca di Oświęcim (in tedesco Auschwitz) scoprendo il tristemente famoso campo di concentramento e liberandone superstiti. La scoperta di Auschwitz e le testimonianze dei sopravvissuti rivelarono compiutamente per la prima volta al mondo l'orrore del genocidio nazista.
-Ad Auschwitz, circa 10-15 giorni prima, i nazisti si erano rovinosamente ritirati portando con loro, in una marcia della morte, tutti i prigionieri sani, molti dei quali morirono durante la marcia stessa.
-L'apertura dei cancelli di Auschwitz mostrò al mondo intero non solo molti testimoni della tragedia ma anche gli strumenti di tortura e di annientamento utilizzati dentro a quel lager nazista.
-In realtà i sovietici erano già arrivati precedentemente a liberare dei campi come quello di Chełmno e quello di Bełżec ma questi, essendo di sterminio e non di concentramento, erano vere e proprie fabbriche di morte dove deportati venivano immediatamente gasati, salvando solo poche unità speciali.
La data del 27 gennaio in ricordo della Shoah, lo sterminio del popolo ebraico, è indicata quale data ufficiale agli stati membri dell'ONU, in seguito alla risoluzione 60/7[3] del 1º novembre 2005.


Bozza per "Anfiteatro romano e tempio"


mercoledì 21 gennaio 2015

Twitter e il mondo fuori...

Il "twitter world" e il mondo reale (non telematico) sembra proprio che stiano quasi su due galassie diverse... quello che accade su twitter non influenza il mondo reale, ma quel che succede nel mondo reale influenza twitter in un modo assolutamente risonante, ma a insaputa del mondo reale stesso, perché nessuno in questo "mondo reale" si accorge di ciò che accadde li dentro, nessuno dei mezzi di comunicazione o informazione si prende la briga di fare capolino e riportare al resto di questo mondo reale gli avvenimenti o le iniziative che nascono li dentro e si che i mezzi di informazione li dentro abbondano, non rimandano praticamente nulla di ciò che accadde e mi riferisco alle proteste per il convegno omofobo che pubblicizzava le cure psicologiche riparative che fanno diventare etero gli omosessuali, (poi spiegatemi su quale base visto che l'ordine degli psicologi italiani ha detto che non servono proprio a niente) svoltosi qualche giorno fa proprio all'EXPO2015 (manifestazione mondiale) di Milano proprio con il logo dell'evento e del fatto che coso, Larussa (non ricordo come si scrive e lo rivendico con orgoglio perché di certe persone è meglio averne un pallido ricordo) proprio in quel convegno ha apostrofato un ragazzo con la parola culattone, che ricordo è un insulto verso le persone omosessuali, che in Italia si sentono continuamente rivolgere parolacce simili da chiunque senza potersi difendere in alcuna maniera (mi chiedo quindi poi di quale lobby vadano parlando visto che qua gli omosessuali italiani non sono nemmeno riusciti ad avere uno straccio di legge che tuteli le persone dello stesso sesso che vogliono vivere assieme come coppia riconosciuta dallo Stato unita in un vincolo matrimoniale) o del fatto che Gasparri abbia detto ad una ragazzina minorenne di "intraprendere una cura dimagrante" dopo che questa le aveva risposto a dovere; come sempre i deboli necessitano di offendere e reprimere per far vedere che sono i "più forti" e il resto dell'Italia non ha saputo nulla, tutto inizia su internet e si chiude con internet, i mezzi di informazione su internet fanno informazione per internet, non riportano le stesse notizie che loro stessi mandano nella rete al mondo non in rete.
Li dentro ci si arrabbia, si fanno grandi discorsi, giusti o sbagliati che possano essere, si dicono minchiate (sempre e comunque di 140 caratteri), ma il tutto rimane li chiuso, sembra una sorta di acquario, è un mondo concluso, non che tutto quello che viene scritto li dentro siano pensieri degni di nota, ma certe volte sarebbe utile guardare dentro quel nido, molto utile. Per lo meno qua in Italia funziona così, ho avuto questa sensazione io che ci sono stato per 3 anni su twitter se ricordo bene, e ho twittato veramente tanto, ho conosciuto belle persone, ho riso, condiviso foto e pezzi di vita, ho litigato, ho imparato, ho combattuto nel mio piccolo per ciò in cui credo, l'uguaglianza, il rispetto, però dal momento che ho staccato tutto e sono uscito è accaduto qualcosa di strano, quel mondo è appunto rimasto li, un'isola felice, per tantissime cose resta li, per altre però si è fatto sentire, sono arrivati pezzi di quella civiltà twittera nelle coste del mondo reale come se qualcuno avesse lanciato la bottiglia con un messaggio e questo sia stato recepito e condiviso, e mi riferisco al caso dell'orsa Daniza e alle proteste suscitate prima e dopo la sua morte casuale, dopo che un raccoglitore di funghi è incappato (sfortunatamente) nel suo percorso e nel suo habitat naturale con i cuccioli nei paraggi e ferito, quando invece si disse che l'orsa sarebbe dovuta esser solamente catturata viva, e mi riferisco poi pure alla frase omofoba di mr. Barilla del tipo "io non farò mai una pubblicità gay friendly, e se ai gay non sta bene questa cosa cambino pure pasta", frase che è riuscita a fare il giro del MONDO rilanciata proprio dalle vibranti proteste dei twitteri, ma perché questa azienda ha vendite globali, inteso come globo, sfortunatamente per la sua azienda e ha avuto il giusto risalto e le sue scuse. Tuttavia, per tutto il resto, al mondo reale non gliene frega nulla di quello che accada nel nido dell'uccellino azzurro.
Ma come invece sappiamo twitter nel mondo medio e orientale ha avuto e ha un suo peso per il corso storico di quei paesi perché è forse strumento di comunicazione reale, l'unico? È inquietante come cosa: parafrasando Calvino potrei dire: twitter guarda il mondo, ma il mondo non guarda twitter.

giovedì 15 gennaio 2015

Il trasferimento:

Dopo molto tempo finalmente, Sebastiano e la famiglia si erano trasferiti nel nuovo paese.
Era veramente tutto diverso da dove vivevano prima. Non vedeva più gli alti palazzi di solo cemento e vetro. Ora c'erano tante case in legno dipinte di bianco, di marrone e qualcuna di verde muschio. I tetti erano fatti di tegole rosso-arancio con qualche caminetto bitorzoluto.
Anche la sua casa non era molto diversa da quelle, se non fosse che era a tre piani e la vernice del legno era sparita da tempo, facendo intravedere il colore scuro delle tavole rovinate.
Ma sistemata sarebbe diventata una bella casa.
Camera sua era sistemata all'ultimo piano assieme a quella dei genitori, era spaziosa e luminosa con due grandi finestre che sembravano degli occhi.
Ovviamente era ancora da finire di arredare, per il momento c'era il letto, l'armadio e una scrivania, il resto sarebbe arrivato il giorno dopo e si che allora ci sarebbe stato da faticare.
La cosa che più gli piaceva nella nuova abitazione era la torre che sbucava dal tetto.
Vi si accedeva tramite una porta verde nello stesso piano delle camere da letto.
Dentro erano state sistemate tutte le vecchie cose che non servivano, biciclette, appendiabiti, un orologio a pendolo e il vecchio baule appartenuto al nonno con gli attrezzi per la pesca.
I genitori nel frattempo continuavano a scaricare il rimanente dalle auto con l'aiuto dagli amici che si erano prestati per il trasloco; chi portava le sedie, chi i grandi quadri, era un continuo via vai da più di due ore e a lui era venuta fame visto che si era fatta quasi ora di cena ormai -"Mamma, manca ancora molto? io ho fame!"- "Ancora qualche minuto tesoro poi prepariamo, intanto perchè non vai a fare un giro per il giardino?" -"va bene" disse un po sconsolato.
Così si incamminò. Le foglie ingiallite per terra indicavano che ormai le belle giornate estive stavano finendo.
Per arrivare al giardino retrostante doveva passare attraverso una apertura tra l'alta siepe, scostò alcuni rami  troppo cresciuti e davanti a lui si aprì uno scenario che non aveva mai visto.
Gli alti alberi erano illuminati dalla luce dorata del sole che stava tramontando, proiettando a terra lunghissime ombre e le foglie che cadevano brillavano come cristallo ad ogni raggio riflesso.
Rimase qualche istante li incantato, iniziò poi ad esplorare incuriosito calpestando le foglie che si frantumavano sotto i piedi.
Improvvisamente però calpestò qualcosa che non era morbido quanto la terra umida, era ben più solido. Scostò quindi il fogliame secco e vide una botola con una grossa maniglia scrostata "e che ci fa una botola in un giardino?" pensò... poi... "beh se c'è vorrà dire che porterà da qualche parte, vediamo dove"
Fece per prendere la maniglia ma venne richiamato dal padre per andare finalmente a mangiare; -"arrivo" disse voltandosi di scatto.
Per tutta la cena non pensò che a quella botola, cosa c'era sotto? domani lo avrebbe scoperto.
Arrivo quindi il tempo di andare a letto, si era fatto tardi per lui ormai. Salutò tutti e accompagnato dalla madre si diresse in camera.
Nel giro di pochi minuti crollò dal sonno.
La casa lentamente si fece silenziosa, gli amici andarono via, si chiuse la porta, si spensero le luci e tutto divenne tranquillo. Ma si sa, bere troppa acqua prima di andare a dormire non è saggio.
Così in piena notte Sebastiano dovette alzarsi per fare la pipì.
Al ritorno poco prima di entrare in camera, la sua attenzione venne attratta da una luce bianca che usciva da sotto la porta della torre, pensò fosse il padre, ma sbirciando nella camera dei genitori vide che entrambi erano coricati. Chi c'era li dentro?
Con passi leggeri e attutiti dalle calze si avvicinò alla porta, da dentro non proveniva nessun rumore, vedeva solo la luce bianca che baluginava lentamente. Come toccò la maniglia dalla testa leonina e la luce improvvisamente si spense. C'era qualcuno allora dentro, che fare? avvisare i genitori, tornare a dormire o scoprirlo da solo? Restò li davanti qualche attimo, in cuor suo non aveva il coraggio di aprila, no aveva troppo paura, così si voltò e corse dentro al letto coprendosi fin sopra la testa.
Le orecchie attente cercavano di sentire ogni rumore familiare per rassicurarsi che tutto andasse bene, il ticchettio dell'orologio, il rumore delle bolle del suo acquario. Bene, lentamente si tranquillizzò.
Eh no! percepiva debolmente un rumore fuori da camera sua, qualcosa che strisciava e si avvicinava.
Dentro le coperte iniziò a sudare, non muoveva un solo muscolo, non osava fare il minimo movimento.
"Sebastiano!" il suo corpo venne toccato da qualcosa e non resistendo più lasciò sfuggire un urlo, la tensione era stata troppa...
"Sebastiano sono io" disse sbalordita la madre, "che è successo?" Il volto del bambino era un cencio pallido, "mamma, c'è qualcuno nella stanza della torre!
- "come?"
- "si, ti dico, c'è qualcuno, ho visto una luce dentro"
- "ma che dici, quella porta l'ho chiusa a chiave io stasera"
-"credimi" disse con un filo di voce "c'era un luce e poi è sparita"
-"mmh! ok andiamo a controllare allora, fammi prendere le chiavi e poi vediamo"
Sebastiano non rispose.
Si avvicinò alla porta e la madre la aprì.
-"visto? è vuota ed è tutto in ordine, la luce che vedevi è quella della luna che filtra tra i rami spostati dal vento"
-"sarà" disse più rassicurato e lo riaccompagnò in camera sua
-"su ora torniamo a dormire che domani è impegnativa la giornata"
-"buona notte"
Le ore passarono e Sebastiano nel frattempo aveva ripreso a dormire.
Lentamente il sonno però iniziò ad essere disturbato da un rumore fastidioso, un rumore strano, si rigirava nel letto, era sempre più presente, sembrava come di qualcosa che graffiava il legno e lo sentiva sempre più vicino al suo letto.
Non capì subito cosa fosse, ma il rumore era tanto insistente che riuscì a destarlo.
Aprì gli occhi in direzione della porta e nel buio riuscì a vedere una grossa figura che sparì e tornò dentro la stanza della torre, "avevo ragione allora" pensò.
Decise quindi di andare a vedere.
Si alzò dal letto, un passo dopo l'altro, lento per non svegliare i genitori.
Da sotto la porta vedeva nuovamente quel bagliore bianco. Afferrò la maniglia che cigolò ed entrò con aria attenta, gli occhi saettavano guardinghi.
La stanza, era tornata buia, non un filo di luce arrivava attraverso gli alberi che si muovevano, si avvicinò e guardò attraverso la finestra per cercare la luna ma non c'era più, e si che era piena quella notte, sarebbe dovuta vedersi, voltandosi quindi per uscire, verso la sua stanza notò con stupore che la luna c'era eccome e che la luce proveniva invece dalla parte di camera sua; la luna la notte si sposta, ecco perchè non c'era più li in quella stanza.
Di colpo però la porta si chiuse davanti a lui, sbattendo fragorosamente. Corse e afferrò la maniglia per poterla aprire ma nulla. Allora urlò ma la situazione non cambiò, nessuno sembrava sentirlo.
Sbatteva i pugni sul legno più forte che poteva, era impossibile che non lo sentissero.
Gridava.
Dava colpi alla porta, afferrava nuovamente la maniglia per cercare di sbloccarla "Dai ti prego apriti, apriti!" ripeteva tra i denti.
Voleva uscire da li dentro.
Improvvisamente con la coda dell'occhio vide che dal muro pian piano si illuminava una sagoma, sembrava quella di una piccola porticina, era contornata da una luce bianca.
Attese li a guardarla, aspettando chi sa cosa, nel frattempo che la porta continuava a brillare.
Ma non successe nulla.
Si avvicinò, allungò le mani e spinse quell'apertura, davanti si allungò un lungo tunnel come sottoterra, e vi proveniva un odore di umido e muffa.
Alle pareti solo qualche debole fiammella che illuminava il cammino, nell'oscurità.
Si sporse per vedere un po meglio e quella porticina sparì bloccandolo. Si voltò e tocco la parete per cercare un'apertura, ma sotto le dita sentiva solamente terra, scavò ma non concluse nulla, solo mani sporche.
Non restava altro che iniziare a camminare, voleva proprio uscire di li, non gli interessava più scoprire cosa c'era li dentro.
Camminava lentamente in quel tunnel che man mano si faceva sempre più stretto, i piedi strisciavano nella terra, sporcando il pigiama, e si trovò a dover continuare a carponi con la testa che toccava il soffitto e le spalle che toccavano le pareti, procedeva a fatica, pezzi di terra si staccavano e gli finivano negli occhio o dentro al naso, l'odore di umido era penetrante, a volte tratteneva il fiato pur di non sentire quel puzzo; strisciava li sotto al buio e rimaneva impigliato in qualche radice, e le mani e le ginocchia si graffiarono a causa delle pietre acuminate.
Davanti a lui solo buio e nel mentre che procedeva udì il suono sommesso di un rantolo profondo, rauco, il suo respiro tremò per un istante, chiuse gli occhi, non riusciva a pensare a nulla, voleva andarsene via.
Finalmente il tunnel prese a farsi più alto così da potersi lentamente sollevare e alle pareti era tornata la fioca luce delle lanterne, le ombre del suo corpo proiettate da quelle luci danzavano come loschi esseri demoniaci.
Poco più in la si trovò di fronte a tre ingressi... doveva scegliere...
Alle sue spalle però quel lamento si fece più forte e percepì dei pesanti passi in corsa che si avvicinavano, come dei tonfi; non c'era tempo, si gettò verso la prima entrata e questa volta però iniziò a correre.
Chi era quella cosa che lo inseguiva? cosa voleva?
Nella corsa tra i cunicoli vide troppo tardi, li nella quasi oscurità, una parete di terra dura e ci sbattè malamente la faccia, qualche istante e ripresosi dal colpo si tocco il viso e sentì un fiotto di sangue appiccicoso colargli dal naso. Con un motto di disperazione riprese a camminare a passi svelti e mettendo le mani sulle pareti per accorgersi se davanti si parava un muro. Ogni tanto si voltava.
Trovò un ingresso e vi entrò, e continuò ad andare. Svoltava a destra e a manca.
Era finito dentro un labirinto sotterraneo.
Nell'aria si spandeva il rumore di quella cosa che lo inseguiva, urlava e rantolava come impazzito, le sue grida erano terrificanti e facevano eco li sotto.
Sebastiano cercava di andare più veloce che poteva, ma nella penombra non vedeva e spesse volte fu costretto a cambiare direzione e tornare in dietro perchè incappava in qualche vicolo cieco.
Sentiva sempre dietro di se i passi che lo inseguivano sempre più vicini.
Ad un certo punto dovette fermarsi per prendere fiato e per capire dove potesse essere.
Il cuore batteva impazzito e il suono del suo respiro affannato gli riempiva le testa, gli occhi sgranati dal terrore si muovevano non appena sentiva un rumore.
Ma era possibile che non ci fosse proprio un'uscita?
Dovette però riprendere a fuggire; già ma fuggire dove? si sentiva ormai perso li dentro.
Cunicoli infiniti si alternavano a gallerie strettissime da doverci passare solamente di lato con la faccia che graffiava la parete.
Correva e correva... girava, cambiava strada, era esausto.
Improvvisamente però si bloccò e si ritrovò finalmente di fronte a quell'essere che lo inseguiva.
Imponente, ne rimase paralizzato.
Era abbastanza lontano da lui, ma riusciva a vederlo.
Alla poca luce lo guardò, dalla sua bocca proveniva un respiro profondo e lugubre, con fili di bava che si muovevano tra i denti e brillavano.
Dalla massa deforme della schiena ricurva che si muoveva per il respiro fuoriuscivano degli aculei come un porcospino, due lunghe braccia con un folto pelo e al posto delle dita erano degli artigli lunghissimi.
Un attimo, e con uno scatto che gli sembrò impossibile tornò indietro velocemente e si infilò dentro una nuova galleria, cercando di far perdere le sue tracce, ma era tutto inutile, era sempre dietro di lui.
Ormai non aveva più le forze per fuggire ancora.
Ormai aveva capito.
Continuava a correre ma a fatica in cerca di salvezza.
Salvezza che sembrava sempre più lontana. Sino a quando in fondo vide dei gradini che portavano ad una apertura sul soffitto.
"La botola" "la del giardino!" fu l'unica cosa che pensò.
Corse con le ultime forze che riuscì a racimolare e finalmente raggiunse le scale, e con forza spalancò l'apertura.
L'aria fredda gli riempì i polmoni. Uscì velocemente, si arrampicò e chiuse il passaggio.
Nel frattempo il vento si era alzato sollevando le foglie che venivano spazzate ovunque.
La luna venne coperta da delle nuvole che minacciose erano avanzate nel cielo, rombando e illuminando il cielo con lampi viola e bianchi.
Corse verso la siepe in cerca dell'uscita.
Ormai era libero.
Ma con incredulità, dell'apertura non c'era traccia.
Fece più volte il giro del giardino, vedeva la casa da sopra le alte piante, urlava e chiamava i genitori ma i tuoni coprivano la sua esile voce da bambino.
Rovistava tra i rami, nulla, era tutto chiuso, una compatta massa di rami e foglie.
Alle spalle nel frattempo la botola si aprì e lentamente strisciò dal buio quel essere deforme, camminava e respirava.
Sebastiano si accorse troppo tardi della sua presenza, venne afferrato al collo e trascinato velocemente dentro al tunnel.
A nulla valsero le sue urla.

Amare un'artista dopo che lo si è studiato e compreso... Cosmè Tura e il finto metallo dipinto perché l'arte può imitare...

lunedì 12 gennaio 2015

Twin Peaks e X-Files: due serie e due mondi a confronto.

E se quelli che hanno visto e amato la serie X-files, come il sottoscritto, iniziata nel 93, inconsciamente abbiano rivisto quasi una prosecuzione di Twin Peaks...? Decretandone quindi il successo? Certo i due telefilm si basano su due concetti diversi, uno investiga sul paranormale, il secondo trovare chi ha ucciso Laura Palmer, cosa che non vi dirò certamente, ma tuttavia qualcosa in comune c'è.
Qualche elemento di richiamo tra le due serie: primo fra tutti le ambientazioni, in questo caso il Canada: i boschi, le radure, la nebbia, poi il filo rosso che li lega ovvero il grande tema del paranormale, il mistero che razionalmente non può essere spiegato, dove se in X-Files ci viene da subito spiegato che quello sarà il campo di indagine della serie, ne è un esempio già la sigla di inizio, ciò non avviene per Twin Peaks, infatti solo a puntata iniziata questo elemento lentamente entra a far parte della vicenda; ricordiamo la visione della madre di Laura che vede Bob che la fissa con un ghigno raggelante, mentre invece all'inizio il tutto sembra partire come un classico thriller, il ritrovamento di una ragazza morta sulla riva di un fiume avvolta da un telo in plastica. La cosa più lontana dal paranormale che possa esserci.
Vi è poi infine la presenza dell'FBI (un po un cliché dei film mistery americani diciamolo), dove l'agente Cooper sembra richiamare per qualche verso la figura di Fox Mulder, entrambi professionali ma che non esitano a farsi coinvolgere nella spirale del soprannaturale quando si presenta l'occasione...
Tuttavia c'è da notare però come il personaggio di Dana Scully possa avere un riferimento ad un altro personaggio di un altro film culto ovvero all'investigatrice Clarice Starling del film del 91 o comunque del romanzo omonimo Il silenzio degli innocenti; belle (ovviamente) e fortemente razionali, con un carattere forte, chiamate entrambe per partecipare alle indagini. In conclusione... ho guardato troppa televisione e specialmente film che proprio per ragazzini non erano ;-)...!!!

Riflessioni sceme

Che la mia passione per il mondo classico sia partito da questa sigla? "Invincibili guerrieri, valenti condottieri, votati anima e corpo a Lady Isabel..." 

Daitarn 3 vs Devilman

https://www.youtube.com/watch?v=Z_w3HLx8ZGE - https://www.youtube.com/watch?v=xn4hwB6r4Yo

Micetti della notte!!!


domenica 11 gennaio 2015

Pensiero della notte...

Pensiero prima della nanna...!!! Un sonno ristoratore con sempre la speranza di un nuovo giorno sempre migliore...