mercoledì 13 dicembre 2017

Vecchi racconti:

Narra una vecchia storia dei primi del '900 che una donna di nome Lucia fu vittima di uno scherzo molto crudele mentre era in casa sua.
Viveva sola col suo gatto. Dei balordi una sera le staccarono la corrente. Nel buio più totale dovette cercare le candele.
A tastoni ne trovò una nel mobile del soggiorno, la accese e non vedendo più il gatto nella cuccia si chiese dove fosse. D'improvviso un mugolio rauco e continuo alle sua spalle la fece voltare. Vide gli occhi del felino brillare di giallo e verde al riverbero della luce. La donna si spaventò e il gatto con un balzo le si avventò sul viso graffiandola con le unghie e mordendola.
Lei lasciò cadere la candela per ripararsi dall'animale che sembrava impazzito. Il lume finì sopra una coperta sopra la poltrona, in pochi istanti la stanza prese fuoco.
Da fuori le grida allertarono i passanti che prontamente chiamarono i soccorsi, ma per la donna non ci fu nulla da fare quando l'incendio fu spento. Venne trovata riversa sul pavimento semi bruciata e cosa più terrificante non aveva più gli occhi.
Chi era andato a soccorrerla disse che il gatto se li stava placidamente mangiando accovacciato sotto la sedia dell'ingresso.
Da quella notte ogni anno, si dice che Lucia vada alla ricerca dei suoi occhi e li porti via alle persone facendosi luce con una candela. Era il 13 dicembre.

venerdì 22 settembre 2017

È arrivato l'autunno:

C'era una volta un piccolo topino di campagna che dopo essere tornato da un lungo viaggio in città alzò lo sguardo e vide le foglie del vecchio castagno che cadevano, stupito le guardò e disse "è arrivato l'autunno" così preparò la tana per la stagione fredda. Fine.

lunedì 21 agosto 2017

Topo e Orso

Un topo e un orso, passeggiando nel bosco di notte trovarono un cesto con formaggio e miele, si sedettero e mangiarono assieme.

Storia della lumachina:

C'era una volta una lumachina che camminando tra l'erba incontrò una formica, divennero amiche e fecero tanti viaggi. Fine.

La piccola Elga:

La piccola Elga mentre era nell'orto trovò un uccellino caduto dal nido soprastante.Lo ripose e lui per ringraziarla le donò l'anello magico.

sabato 18 marzo 2017

Per il ciclo: Interviste d'arte: Tanìk; Una vita piena di scarabocchi

Ecco la seconda intervista d'arte del mio blog, oggi andremo a scoprire un'altra forma di espressione artistica, ovvero il fumetto e l'illustrazione e lo facciamo in compagnia del disegnatore siciliano Tanìk, che su Twitter ha un profilo nel quale in 140 caratteri e soprattutto con il suo personaggio Tanìk esprime pensieri e sensazioni con garbo e acutezza.




1) -Dovendo descrivere o guidare nella tua arte cosa potresti dire; quali tecniche o materiali usi?
-Sinceramente, non sono in grado di definire la mia arte. A dire il vero non sono nemmeno sicuro si possa chiamare "arte". Per me è soprattutto "comunicazione" con un mezzo che bene o male destreggio. La matita è l'attrezzo che amo di più: la grafite, strumento sporco e grezzo che paradossalmente va a scontrarsi con la mia costante ricerca di perfezione ed equilibrio. È come se il tratto, granuloso ed incostante, facesse parte di quell'equilibrio. Ma non è che quando disegno in realtà penso a queste cose eh: lo faccio e basta. Poi le matite colorate, gli acquerelli (che amo, anche se non so usare benissimo) e in passato anche acrilico e olio. La computer grafica anche: a volte "completo" i lavori con l'intervento del pc (specialmente nella colorazione)... ma non ti so dire se è una tecnica che amo. Sento che dentro di me sono più propenso ai mezzi più tradizionali... 

2)-Inizi ad interessarti all'arte quando e perchè?
-Ho iniziato grazie a mia mamma. Lei era brava a disegnare (dico "era" perché poi non ha disegnato più) e quindi ho iniziato da piccolo. Il resto è stato un susseguirsi. Anche se stavo per diventare pianista. (ndr. aggunge emoticon che ridono)

3)-Artisticamente maturo quando lo sei diventato?
-Artisticamente maturo non lo sono MAI diventato e penso che mai lo diventerò. C'è sempre da crescere, da migliorare, da arricchire... sempre.

4)Interesse ha riscosso il tuo personaggio fumetto Tanìk, che è un pò il tuo alter ego; quando nasce? se dovessi descriverlo?
-Tanik in realtà è nato per caso... studiato appositamente per Twitter. L'idea iniziale era quella di avere delle "emoticon" personali con cui interagire, e col pretesto mostrare i disegni. Poi la cosa man mano si è estesa. Il personaggio mi ricorda solo vagamente (esteticamente parlando) ma caratterialmente sono io in tutto e per tutto. Quindi per descrivere lui dovrei descrivere me (ndr. altre emoticon che ridono)

5)Oltre a Tanìk quali sono gli altri interessi all'interno del mondo del fumetto e dell'illustrazione?
-Gli interessi purtroppo sono molti... troppi da elencare. Ed è un problema, perché avrei voluto cinquanta vite per poter approfondire bene tutto... ovviamente mi riferisco a interessi in ambito artistico.

6) Per il futuro cosa si prospetta nel mondo del fumetto? del tuo mondo intendo.
-Il futuro, che grande incognita.... è il futuro che uccide tutto. In tutti i sensi. Pensare al futuro significa pensare al tempo che passa, e questo porta ad avere fretta, a correre per arrivare alla meta... e questo ci fa dimenticare che non è la meta, ad essere importante, ma il percorso stesso. Per cui cerco per quanto possibile di non pensarci. Per cui posso dire che sicuramente preparerò un book (già in lavorazione) e molto probabilmente ci sarà una collaborazione con mio fratello. E quindi mi allaccio anche alla risposta 7. Altre collaborazioni probabilmente si, ma è presto per parlarne. Ci sono stati dei contatti.. si vedrà.



7) collaborazioni?
.... (leggere risposta alla domanda numero 6)

                                                         Due disegni fatti all'Accademia


Ritratto

                                                                   Tanìk

lunedì 2 gennaio 2017

Piccola riflessione sull'arte in Italia:

Come si fa a investire in arte in Italia quando gli italiani stessi sono educati a conoscere solo l'arte antica da chi fa divulgazione? da anni l'italiano si sente ripetere che Michelangelo è il punto di arrivo assoluto di tutta l'arte. La maggior parte dei musei che abbiamo vanno già bene così dunque, assolvono a questa funzione pedagocico-limitativa di esaltazione dell'antico.
L'italiano medio non sa nemmeno cosa ci sia stato dopo Michelangelo. Ma non per colpa sua, ma perché in tv (strumento di informazione e acculturazione democratico che arriva a tutti) gli propina sempre le solite nozioni medioevo-rinascimentali, dove immagini di santi miracolanti e estasiati ed estasianti si contrappongono alla celebrazione del potere e del prestigio ecclesiastico papale. Siamo un paese vecchio anche da questo punto di vista che guarda solo nel passato fieramente e snobbando, ignorantemente, tutto il resto...

Che i pittori futuristi ci avessero visto giusto in qualche loro idea?
1) Distruggere il culto del passato, l'ossessione dell'antico, il pedantismo e il formalismo accademico.
2) Disprezzare profondamente ogni forma d'imitazione.
3) Esaltare ogni forma di originalità, anche se temeraria, anche se violentissima.
4) Trarre coraggio ed orgoglio dalla facile faccia di pazzia con cui si sferzano e s'imbavagliano gl'innovatori.
5) Considerare i critici d'arte come inutili e dannosi.
6) Ribellarci contro la tirannia delle parole: armonia e di buon gusto, espressioni troppo elastiche, con le quali si potranno facilmente demolire l'opera di Rembrandt, quella di Goya e quella di Rodin.
7) Spazzar via dal campo ideale dell'arte tutti i motivi, tutti i soggetti già sfruttati.
8) Rendere e magnificare la vita odierna, incessantemente e tumultuosamente trasformata dalla scienza vittoriosa. Siano sepolti i morti nelle più profonde viscere della terra! Sia sgombra di mummie la soglia del futuro! Largo ai giovani, ai violenti, ai temerari!
Umberto Boccioni , Carlo Dalmazzo Carrà , Luigi Russolo, Giacomo Balla , Gino Severini

Francis Bacon: Studio dal ritratto di Innocenzo X