"E' stata una bella cena vero?" disse Christo nel mentre sistemava i bicchieri nel lavandino
"Si, però ti prego, lascia tutto com'è e andiamo a dormire, sono esausta" rispose Greta con occhi imploranti.
"Hai ragione, ci penseremo domani; però prima di andare a dormire ho un ultimo regalo"
"Come?" chiese Greta ridendo a voce bassa per paura di svegliare il figlio che dormiva al piano di sopra.
"E' un ultimo pensiero che ho preso stasera prima della cena e ho pensato di dartelo come sorpresa finale", aprendo il mobile del soggiorno le diede un pacco quadrato e piatto avvolto in una luccicante carta argentata.
Lei lo prese intuendo di cosa si trattasse "Ora devo solo vedere il titolo" disse sogghignando.
Lo scartò... "Amore! ma è... sei riuscito veramente a trovarlo" disse con una espressione di gioia infinita sul volto che si illuminava di felicità.
"Eh! è stata un'impresa ardua, ho dovuto girare tutti i negozi di musica della zona per trovare quel disco, ma ora è qua. Buon compleanno tesoro."
"Grazie amore, veramente, non so cosa dire, sai quanto lo stessi cercando, grazie" e gli diede un bacio sulle labbra. "Domani lo ascolterò."
Il mattino seguente, Emmanuel dormiva ancora nella sua cameretta, mentre Christo e Greta nella loro camera si scambiavano qualche coccola del mattino.
Due ore dopo sentirono la porta aprirsi e gli si parò davanti al letto il figlioletto, che con un salto si gettò tra i due genitori "Buongiorno piccolo" disse Christo e lo riempì di baci; il bimbo rise.
"Bene ho capito, mi sa che è ora di preparare la colazione, quindi tutti giù dal letto" incalzò Greta che afferrando Emmanuel se lo portò a cavallino sulle spalle.
Quando però scesero si ricordarono della baraonda del giorno prima "E ora?" disse Christo... "E ora liberiamo velocemente e facciamo colazione" Terminò Greta. Qualche minuto più tardi erano seduti a fare colazione in una domenica mattina tranquilla di pieno inverno.
Christo chiese quali fossero i programmi per la giornata, Greta vedendo il regalo appoggiato vicino al giradischi disse che non si sarebbe mossa di casa perchè doveva assolutamente ascoltare il nuovo disco, provocando così la risata del marito "Ok, ok, allora oggi andiamo solo io e Emmanuel a fare la passeggiata" "si, voi andate tranquilli" disse Greta nel mentre che zuccherava il latte.
Finita la colazione, Christo accompagnò Emmanuel a prepararsi e qualche istante dopo tornarono coperti con cappotto, sciarpa e berretto. La voce gioiosa di Emmanuel richiamò l'attenzione della madre "Mamma io e papà siamo pronti, andiamo" "Perfetto gioia mia" e diede un bacio ad entrambi.
Usciti di casa, fu sola e poté finalmente godersi il disco di "Danny San Giorgi e la sua orchestra" che tra i vari brani suonava il rarissimo pezzo dal vivo "Serenata con cocktail".
Il calorifero era acceso, si prese una coperta e sistematasi sul divano con un libro si godette quel momento tanto desiderato. Quasi sacro.
Un lieve fox-trot riempì l'aria e furono per lei note sublimi. Anni di agognata ricerca che ora suonavano nel suo salotto.
Passavano i minuti, leggeva e ascoltava. Era felice.
Fin quando non tornarono a casa marito e figlio con un arrosto di pollo per il pranzo.
"Beh! ti è piaciuto il disco tesoro?" chiese Christo nel mentre che preparavano il tavolo.
"Ah! non puoi immaginare, è un qualcosa di assolutamente perfetto. Alterna brani melodici a quelli più allegri e poi dovresti sentire "Serenata con cocktail", è indescrivibile, lieve, malinconica, sognante" fece Greta.
"Sono molto contento che ti sia piaciuto il regalo, dico sul serio" e la guardò negli occhi
"ora però tutti a mangiare, che il nostro piccolo campione di palle di neve ha tanta fame" Emmanuel sorrise sentendosi chiamato in causa.
"Hai ragione, basta con la musica, a tavola".
Il pranzo fu come ogni pranzo domenicale, tranne per il fatto che l'argomento fu monopolizzato dal nuovo disco che Greta adorava e non smetteva di descriverlo "Non vedo l'ora di terminare di mangiare per andare ad ascoltarlo nuovamente" ripeteva quasi in continuazione, "ti è proprio piaciuto tesoro" disse Christo mangiando un pezzo del pollo "Si amore, veramente, so che può sembrare strano ma c'è qualcosa in quelle note che trasporta e rilassa. Anzi stavo proprio pensando di metterlo mentre mangiamo, vedrai che mi darai ragione" Così si alzò e messo a suonare il disco si risedette a mangiare; alle prime note il viso di Greta cambiò espressione, serena "senti amore, non sono bellissime queste musiche?" "Si" fece Christo un pò indispettito "Alziamoci caro" e presa la mano del marito e lo trascinò a se e presero a ballare; Christo non poté fare altro che seguirla e rassegnato, guardando Emmanuel sorridendo con l'espressione come per dire "hai visto che mi tocca fare?", iniziarono a ballare qualche passo. Greta non sembrava nemmeno accorgersi di ballare tra le braccia del marito, era persa nella musica. L'unico momento nel quale sembrò accorgersi di lui fu quando arrivò il brano "Serenata con cocktail" e disse "amore questo è il brano più bello del disco" e lo strinse stretto a se e ballò con ancora più trasporto.
Il povero Emmanuel, come è facile immaginare si stufò presto e finito di mangiare lasciò la tavola andò in soggiorno e accese la televisione, quello strano e nuovo oggetto arrivato da poche settimane in casa loro e che improvvisamente ridestò Greta dal suo ballo... la donna ridestata dal ballo, quasi come fosse stata ipnotizzata guardò il marito e senza dire nulla tornarono a tavola e continuarono a mangiare.
Quel tardo pomeriggio, Greta,sola in casa con il piccolo Emmanuel che riposava nel proprio letto, stava guardando l'intrattenimento proposto dal nuovo elettrodomestico giunto in casa; pochi canali, certo, audio pessimo e le immagini non erano nitide, ma a volte nemmeno al cinema lo erano, però almeno li poteva godersi un film senza l'odore acre del tabacco bruciato in sala; tranquillamente guardava un'interessante commedia che aveva già visto al cinematografo tempo fa. Quando il suo sguardo cadde sul grande e ingombrante giradischi li accanto, pochi istanti, non resistette, si alzò, si avvicinò e fece suonare il suo adorato disco; come sempre accadeva venne rapita dolcemente dal suono della tromba, del contrabbasso e del pianoforte; un brano dopo l'altro, un ritmo dopo l'altro. Si trovava da sola, nella stanza semi buia illuminata solo da una lampada rossa che proiettava lunghe ombre danzanti alle pareti, e lei che ballava, o per meglio dire ciondolava come incantata; quando udì un leggero brusio, quasi come fosse una voce sussurrata che la chiamò... "Greta", pensò che fosse il figlio, ma non lo aveva certo abituato a chiamarla per nome, si fermò e si diresse verso le scale per vedere se magari era proprio Emmanuel, ma no lui dormiva tranquillo, intanto la musica al piano di sotto continuava e appena destò l'orecchio nuovamente si trovò conquistata dalla musica e nuovamente la voce si ripresentò, ma questa volta era più chiara "Greta... ciao!" la donna rispose come intontita nel mentre che ballava lentamente dondolando le braccia "ciao" -"Vedo che questo disco ti piace", era una voce suadente, ne maschile ne femminile, -"abbastanza", -"solo abbastanza? lo capisco quando mi dicono una bugia", -"no, mi piace molto" rispose lentamente, -"Bene, sono felice, ho bisogno del tuo aiuto", Greta non rispose, ascoltava -"devi fare una cosa per me molto utile."
In quell'istante scattò il rumore della serratura della porta ed entrò il marito, Greta si ridestò improvvisamente, Christo le chiese cosa ci facesse in piedi in mezzo alla sala al buio, lei non seppe che spiegazione dare, disse che stava guardando la tv, e di essersi ritrovata li nel momento che sentì il rumore della porta, il marito la incalzò ancora qualche istante -"Ti ho visto dalla finestra, eri in mezzo alla stanza, che dondolavi al rumore della musica con uno sguardo vacuo che annuivi come se stessi ascoltando qualcuno", lei non seppe cosa rispondere, il marito la guardò con uno sguardo torvo, si voltò verso il giradischi e lo spense poi riprese -"hai bevuto un Martini di troppo, vero? dimmelo, lo sai che non mi sdegno " disse prendendola un pò in giro, sapeva bene che non reggeva troppo l'alcol ma sapeva che non era certo la persona che poteva arrivare ad ubriacarsi, lei rispose che aveva giusto preso solo un bicchiere di Martini qualche ora prima, indicando il lavabo dove aveva poi posato il piccolo bicchiere in vetro decorato a scacchi, ma non sapeva cosa ci facesse li in mezzo alla stanza.
Era ormai ora di mangiare, Greta apparecchiò la tavola, Christo ed Emmanuel intanto guardavano le avventure di un nuovo amico della tv, un cane eroico che destava l'ammirazione di tutti i più piccoli.
A cena Greta era particolarmente silenziosa e pensierosa e nella conversazione un pò laconica Emmanuel esclamò "Beh mamma non lo ascolti il tuo disco?" a quella frase la donna trasalì, e lo guardò che un delicato sorriso, -" No tesoro, adesso stiamo mangiando", -" ma ieri tu l'avevi..." non ebbe il tempo di finire che la donna lo interruppe pò bruscamente -"Ho detto che ora stiamo mangiando!", il piccolo si interruppe e guardò il padre come per sapere cosa avesse detto di male, la madre si accorse di quello che era accaduto e mortificata, avvicinandosi al figlio gli chiese scusa, non voleva essere cattiva e gli diede un bacio sulla fronte, il figlio un pò spaesato riprese a mangiare.
Pochi minuti dopo finita la cena Christo e Greta si trovarono soli nel salotto ad ascoltare i programmi serali alla radio, ma il marito iniziò una conversazione che lei sapeva benissimo sarebbe arrivata, -"Non riesco ancora a capire il tua reazione sinceramente", -"Christo...", -"Greta, non dico che sei stata un mostro ma ti sei resa conto del tono che hai usato? è stato eccessivo e inappropriato", -"me ne rendo perfettamente conto" disse, continuò lui -"se ci sono problemi dimmeli, problemi di qualsiasi tipo, raccontameli, sai perfettamente che mi trovi al tuo fianco; è indubbio che è legato a quello che è successo prima", la donna lo guardò mestamente, -" si, beh, credo di si, non so", -"tesoro, senti, te lo chiedo nuovamente e questa volta brutalmente, ti sei ubriacata stasera? può succedere a chiunque,, insomma ti ho trovata da sola a ballare come ipnotizzata qua in mezzo alla sala che blateravi da sola; lo so sono stato fuori tutto il pomeriggio, e ti lascio spesso a casa da sola con il bambino, ma è per lavoro lo sai perfettamente. Facciamo così, domani chiederò a mia sorella se un paio di volte alla settimana può passare qua da noi almeno il pomeriggio per darti una mano." Greta ancora lo guardava non sapendo bene cosa rispondere, ma annuì con il suo sorriso che tanto fece innamorare Christo quando si conobbero dopo la guerra. Un tenero bacio sulle labbra e la serata si chiuse così.
Passarono le settimane, Lisa, la sorella di Christo, almeno tre volte alla settimana andava a casa loro di sera per aiutare e fare compagnia a Greta che era tornata la donna serena e gioviale che era sempre stata.
Un mattino Christo si svegliò per prepararsi per andare a lavoro, scese le scale e si diresse in cucina, come tutte le mattine Greta si svegliava qualche minuto prima per anticiparlo nella colazione, ma questa volta non la trovò,, c'era troppo silenzio, bussò nel bagno ma non rispose... improvvisamente un rumore dal piano di sopra gli fece salire per le scale e nella cameretta del figlio vide la moglie che strattonava il bambino rimproverandolo in mal modo per aver bagnato il letto, l'uomo si avvicinò alla moglie per divincolarla dal bambino, Greta si girò e lo guardò con uno sguardo di cattiveria che mai le aveva visto, che gli penetrò sino alla spina dorsale, Emmanuel piangeva; Christo si vide così suo malgrado ad usare la forza dando un solo secco schiaffo alla moglie che ebbe l'effetto di farle riprendere fiato come dopo che si è stati per troppo tempo sott'acqua e poi fece come per spegnersi; il padre prese il bambino, telefonò alla sorella che abitava li vicino per dirle di venire a prendere il piccolo e di non fare domande.
Greta seduta ai piedi del letto e tra le lacrime ripeteva "sono un mostro, sono un mostro", vide quindi entrare il marito e urlò disperata -"Cosa mi sta succedendo Christo?", il marito la guardava, non sapendo più cosa poter pensare, la abbracciò freddamente.
Quella stessa mattina andarono dal loro medico che ascoltata tutta la storia, preoccupato le prescrisse un forte sedativo e anti depressivo, la mise a parte anche dei primi effetti collaterali quali forte astenia, tremori, ansia, insonnia, ma che col tempo sarebbero scomparsi non appena l'organismo si fosse abituato al farmaco, tuttavia al marito disse, in modo da non farsi sentire dalla paziente che c'era anche il rischio di suicidio e di stare sempre vigili costantemente.
Ormai Greta viveva con i farmaci continuamente, Lisa messa al corrente della vicenda e vedendo come era ridotta Greta, quasi il fantasma di se stessa, si prese cura di lei, e del piccolo Emmanuel che più di tutti soffriva nel vedere la madre cambiata improvvisamente. Christo lavorava tutto il giorno e spesso durante la giornata chiamava a casa per sapere come stava, e la sorella rispondeva o che Greta era coricata o guardava la tv o ascoltava il giradischi, quasi sempre lo stesso disco ma che comunque reagiva e se pur lentamente le cose riusciva a farle.
Lisa al pomeriggio preparava da mangiare per la sera e appena tornava Christo lei tornava a casa sua. Greta era diventata silenziosa ed era sempre più assente, guardava il marito ed Emmanuel come fossero estranei, ma non dimostrava timore di loro, si fidava, era come se dentro di se sapesse che erano persone che erano li per aiutarla e che le volevano bene. Le allegre e rumorose cene erano un passato che sembrava lontanissimo, si mangiava, e giusto qualche volta una risata scappava se proprio l'occasione lo richiedeva, ma per il resto era un silenzioso e mesto conversare a voce bassa; Emmanuel raccontava quello che aveva fatto a scuola, o di quello che aveva visto in tv e Greta ascoltava e mangiava senza che un espressione le passasse sul viso.
Christo finita la cena, sparecchiò, accompagnò il figlio a letto, gli raccontò una veloce fiaba per accompagnarlo nella buonanotte e poi scese dalla moglie che nel frattempo si era spostata in salotto e si era fermata davanti al giradischi e lo guardava, era il suo modo per dire che voleva ascoltare il suo vinile, Christo come tutte le notti la accontentò, spense le luci e lasciò solo la lampada in penombra accesa e sedutasi nella poltrona rimase a fissare l'apparecchio elettronico che suonava. Nel frattempo l'uomo si era spostato nella dispensa per preparare le gocce per la moglie e vide che quelle erano le ultime, così scrisse un promemoria per il giorno seguente, e si versò un bicchiere abbondante di Martini. Dopo di che finito il disco sollevò dolcemente Greta e assieme andarono a letto, quando passarono davanti alla cameretta del figlio lei si fermò e fissò il bambino che dormiva, poi ripresero a camminare e si diressero a dormire.
Fu verso le tre che all'improvviso Greta si svegliò di soprassalto rompendo il silenzio della casa con un urlo che fece trasalire Christo nel letto, la vide seduta che lo fissava con occhi bianchi e la bocca spalancata, non si muoveva, l'uomo cadde giù dal letto pesantemente dallo spavento, il cuore gli sarebbe saltato fuori dalla gola di li a breve, lei poi si lasciò andare come se avesse perso i sensi e ricadde sul cuscino, immobile. Emmanuel sentito l'urlo non ebbe il coraggio di uscire dalla sua camera, iniziava ad avere paura di quella donna, non era più sua madre, o per lo meno non era la madre che si ricordava di avere. Christo provò a chiamare la moglie con delicatezza ma vedendo che non si muoveva e che dormiva andò in camera del figlio che nel frattempo si era nascosto sotto le coperte, il padre lo chiamò e lo rassicurò dicendo che era una reazione a causa delle forti medicine che stava prendendo, il piccolo si lasciò andare ad un pianto disperato, non erano lacrime di paura, ma di rabbia, di frustrazione e di sconcerto, erano lacrime che il bambino aveva tenuto dentro per tanto tempo e che finalmente erano riuscite a venir fuori, Christo gli spiegò che quando sarebbe passato la mamma sarebbe tornata come era un tempo, ma lo diceva più a se stesso che al figlio.
La mattina successiva Christo raccontò a Lisa di quello che era successo la notte -"Senti Christo è da un pò che devo parlartene, spero solo di trovare le parole giuste per non rischiare di offenderti, perchè Dio solo sa nella situazione nel quale vi trovate, ma credo che Greta stia peggiorando e abbia bisogno di una cura più particolare e mirata...", -"lo so, una reazione così non l'aveva mai avuta", -"non mi riferisco solo a quello, che credo che quello di stanotte sia il punto di non ritorno. Già da tempo ho notato che parla da sola o per lo meno nel momento in cui ascolta quel disco dopo un pò inizia a muovere la bocca, sembra che risponda a qualcuno, fissa l'apparecchio che non emette nessun suono e lei muove la bocca lentamente", Christo la guardava inebetito, possibile che non si era accorti di nulla? e pure anche lui era presente quando la sera ascoltava il disco, che sembrava essere l'unica fonte di serenità. Poi improvvisamente si ricordò del perchè non notava mai quella cosa... la sera ascoltavano il disco nella penombra con solo la lampada accesa alle loro spalle e il viso di Greta stava sempre al buio. La situazione si era fatta realmente seria e a quanto pare ingestibile, Christo le disse che sarebbe andato dal medico la mattina stessa e che sicuramente sarebbero state prese decisioni sul da farsi e che l'avrebbe telefonata più tardi. Lisa così saluto il fratello con un tenero bacio sulla guancia e si salutarono.
Era ormai ora di mangiare, Greta apparecchiò la tavola, Christo ed Emmanuel intanto guardavano le avventure di un nuovo amico della tv, un cane eroico che destava l'ammirazione di tutti i più piccoli.
A cena Greta era particolarmente silenziosa e pensierosa e nella conversazione un pò laconica Emmanuel esclamò "Beh mamma non lo ascolti il tuo disco?" a quella frase la donna trasalì, e lo guardò che un delicato sorriso, -" No tesoro, adesso stiamo mangiando", -" ma ieri tu l'avevi..." non ebbe il tempo di finire che la donna lo interruppe pò bruscamente -"Ho detto che ora stiamo mangiando!", il piccolo si interruppe e guardò il padre come per sapere cosa avesse detto di male, la madre si accorse di quello che era accaduto e mortificata, avvicinandosi al figlio gli chiese scusa, non voleva essere cattiva e gli diede un bacio sulla fronte, il figlio un pò spaesato riprese a mangiare.
Pochi minuti dopo finita la cena Christo e Greta si trovarono soli nel salotto ad ascoltare i programmi serali alla radio, ma il marito iniziò una conversazione che lei sapeva benissimo sarebbe arrivata, -"Non riesco ancora a capire il tua reazione sinceramente", -"Christo...", -"Greta, non dico che sei stata un mostro ma ti sei resa conto del tono che hai usato? è stato eccessivo e inappropriato", -"me ne rendo perfettamente conto" disse, continuò lui -"se ci sono problemi dimmeli, problemi di qualsiasi tipo, raccontameli, sai perfettamente che mi trovi al tuo fianco; è indubbio che è legato a quello che è successo prima", la donna lo guardò mestamente, -" si, beh, credo di si, non so", -"tesoro, senti, te lo chiedo nuovamente e questa volta brutalmente, ti sei ubriacata stasera? può succedere a chiunque,, insomma ti ho trovata da sola a ballare come ipnotizzata qua in mezzo alla sala che blateravi da sola; lo so sono stato fuori tutto il pomeriggio, e ti lascio spesso a casa da sola con il bambino, ma è per lavoro lo sai perfettamente. Facciamo così, domani chiederò a mia sorella se un paio di volte alla settimana può passare qua da noi almeno il pomeriggio per darti una mano." Greta ancora lo guardava non sapendo bene cosa rispondere, ma annuì con il suo sorriso che tanto fece innamorare Christo quando si conobbero dopo la guerra. Un tenero bacio sulle labbra e la serata si chiuse così.
Passarono le settimane, Lisa, la sorella di Christo, almeno tre volte alla settimana andava a casa loro di sera per aiutare e fare compagnia a Greta che era tornata la donna serena e gioviale che era sempre stata.
Un mattino Christo si svegliò per prepararsi per andare a lavoro, scese le scale e si diresse in cucina, come tutte le mattine Greta si svegliava qualche minuto prima per anticiparlo nella colazione, ma questa volta non la trovò,, c'era troppo silenzio, bussò nel bagno ma non rispose... improvvisamente un rumore dal piano di sopra gli fece salire per le scale e nella cameretta del figlio vide la moglie che strattonava il bambino rimproverandolo in mal modo per aver bagnato il letto, l'uomo si avvicinò alla moglie per divincolarla dal bambino, Greta si girò e lo guardò con uno sguardo di cattiveria che mai le aveva visto, che gli penetrò sino alla spina dorsale, Emmanuel piangeva; Christo si vide così suo malgrado ad usare la forza dando un solo secco schiaffo alla moglie che ebbe l'effetto di farle riprendere fiato come dopo che si è stati per troppo tempo sott'acqua e poi fece come per spegnersi; il padre prese il bambino, telefonò alla sorella che abitava li vicino per dirle di venire a prendere il piccolo e di non fare domande.
Greta seduta ai piedi del letto e tra le lacrime ripeteva "sono un mostro, sono un mostro", vide quindi entrare il marito e urlò disperata -"Cosa mi sta succedendo Christo?", il marito la guardava, non sapendo più cosa poter pensare, la abbracciò freddamente.
Quella stessa mattina andarono dal loro medico che ascoltata tutta la storia, preoccupato le prescrisse un forte sedativo e anti depressivo, la mise a parte anche dei primi effetti collaterali quali forte astenia, tremori, ansia, insonnia, ma che col tempo sarebbero scomparsi non appena l'organismo si fosse abituato al farmaco, tuttavia al marito disse, in modo da non farsi sentire dalla paziente che c'era anche il rischio di suicidio e di stare sempre vigili costantemente.
Ormai Greta viveva con i farmaci continuamente, Lisa messa al corrente della vicenda e vedendo come era ridotta Greta, quasi il fantasma di se stessa, si prese cura di lei, e del piccolo Emmanuel che più di tutti soffriva nel vedere la madre cambiata improvvisamente. Christo lavorava tutto il giorno e spesso durante la giornata chiamava a casa per sapere come stava, e la sorella rispondeva o che Greta era coricata o guardava la tv o ascoltava il giradischi, quasi sempre lo stesso disco ma che comunque reagiva e se pur lentamente le cose riusciva a farle.
Lisa al pomeriggio preparava da mangiare per la sera e appena tornava Christo lei tornava a casa sua. Greta era diventata silenziosa ed era sempre più assente, guardava il marito ed Emmanuel come fossero estranei, ma non dimostrava timore di loro, si fidava, era come se dentro di se sapesse che erano persone che erano li per aiutarla e che le volevano bene. Le allegre e rumorose cene erano un passato che sembrava lontanissimo, si mangiava, e giusto qualche volta una risata scappava se proprio l'occasione lo richiedeva, ma per il resto era un silenzioso e mesto conversare a voce bassa; Emmanuel raccontava quello che aveva fatto a scuola, o di quello che aveva visto in tv e Greta ascoltava e mangiava senza che un espressione le passasse sul viso.
Christo finita la cena, sparecchiò, accompagnò il figlio a letto, gli raccontò una veloce fiaba per accompagnarlo nella buonanotte e poi scese dalla moglie che nel frattempo si era spostata in salotto e si era fermata davanti al giradischi e lo guardava, era il suo modo per dire che voleva ascoltare il suo vinile, Christo come tutte le notti la accontentò, spense le luci e lasciò solo la lampada in penombra accesa e sedutasi nella poltrona rimase a fissare l'apparecchio elettronico che suonava. Nel frattempo l'uomo si era spostato nella dispensa per preparare le gocce per la moglie e vide che quelle erano le ultime, così scrisse un promemoria per il giorno seguente, e si versò un bicchiere abbondante di Martini. Dopo di che finito il disco sollevò dolcemente Greta e assieme andarono a letto, quando passarono davanti alla cameretta del figlio lei si fermò e fissò il bambino che dormiva, poi ripresero a camminare e si diressero a dormire.
Fu verso le tre che all'improvviso Greta si svegliò di soprassalto rompendo il silenzio della casa con un urlo che fece trasalire Christo nel letto, la vide seduta che lo fissava con occhi bianchi e la bocca spalancata, non si muoveva, l'uomo cadde giù dal letto pesantemente dallo spavento, il cuore gli sarebbe saltato fuori dalla gola di li a breve, lei poi si lasciò andare come se avesse perso i sensi e ricadde sul cuscino, immobile. Emmanuel sentito l'urlo non ebbe il coraggio di uscire dalla sua camera, iniziava ad avere paura di quella donna, non era più sua madre, o per lo meno non era la madre che si ricordava di avere. Christo provò a chiamare la moglie con delicatezza ma vedendo che non si muoveva e che dormiva andò in camera del figlio che nel frattempo si era nascosto sotto le coperte, il padre lo chiamò e lo rassicurò dicendo che era una reazione a causa delle forti medicine che stava prendendo, il piccolo si lasciò andare ad un pianto disperato, non erano lacrime di paura, ma di rabbia, di frustrazione e di sconcerto, erano lacrime che il bambino aveva tenuto dentro per tanto tempo e che finalmente erano riuscite a venir fuori, Christo gli spiegò che quando sarebbe passato la mamma sarebbe tornata come era un tempo, ma lo diceva più a se stesso che al figlio.
La mattina successiva Christo raccontò a Lisa di quello che era successo la notte -"Senti Christo è da un pò che devo parlartene, spero solo di trovare le parole giuste per non rischiare di offenderti, perchè Dio solo sa nella situazione nel quale vi trovate, ma credo che Greta stia peggiorando e abbia bisogno di una cura più particolare e mirata...", -"lo so, una reazione così non l'aveva mai avuta", -"non mi riferisco solo a quello, che credo che quello di stanotte sia il punto di non ritorno. Già da tempo ho notato che parla da sola o per lo meno nel momento in cui ascolta quel disco dopo un pò inizia a muovere la bocca, sembra che risponda a qualcuno, fissa l'apparecchio che non emette nessun suono e lei muove la bocca lentamente", Christo la guardava inebetito, possibile che non si era accorti di nulla? e pure anche lui era presente quando la sera ascoltava il disco, che sembrava essere l'unica fonte di serenità. Poi improvvisamente si ricordò del perchè non notava mai quella cosa... la sera ascoltavano il disco nella penombra con solo la lampada accesa alle loro spalle e il viso di Greta stava sempre al buio. La situazione si era fatta realmente seria e a quanto pare ingestibile, Christo le disse che sarebbe andato dal medico la mattina stessa e che sicuramente sarebbero state prese decisioni sul da farsi e che l'avrebbe telefonata più tardi. Lisa così saluto il fratello con un tenero bacio sulla guancia e si salutarono.
La giovane donna andò a chiamare Emmanuel che nel frattempo stava ancora dormendo, ma visto che era sabato e non doveva andare a scuola lo lasciò ancora riposare. Così iniziò a prendersi cura di Greta che seduta nel letto la osservava con occhi vitrei, Lisa la salutò con un sorriso e le accarezzò i capelli, la sollevò e la portò in bagno, aspettò che avesse finito e quando passarono davanti alla cameretta del figlio fissò il bambino, Lisa la guardò con un sorriso malinconico, "il cuore di una madre non mente mai", pensò, scesero quindi in cucina; preparò la colazione e lasciò seduta Greta a mangiare, nel frattempo anche il bambino si era svegliato e sceso anche lui salutò la zia e diede uno sguardo veloce alla madre che non lo aveva notato. Finito di fare colazione la donna si sollevò e si diresse alla televisione, se la fece accendere e rimase a fissarla. Emmanuel non aveva voglia di parlare nonostante la zia lo spronasse, sapeva benissimo il motivo di quel silenzio, visto quello che era successo la notte prima, così non insistette. Nel mentre che Lisa sparecchiava vide sul mobile il biglietto del promemoria per le medicine, lo prese e lo lesse, guardò Greta che era seduta sulla poltrona davanti alla tv e disse al bambino che sarebbe uscita lei a prendere la medicine e che sarebbe tornata un breve tempo, Emmanuel la guardò e annuì, intanto aveva finito di fare colazione e si diresse in camera sua.
Il tempo fuori minacciava pioggia grossa così Lisa prese l'ombrello uscì e si diresse a passi svelti alla farmacia, fortunatamente era veramente dietro l'angolo, dieci minuti a sarebbe tornata a casa.
Emmanuel era tornato in camera sua e chiusa la porta prese colori e un foglio e iniziò a disegnare aerei e astronavi... improvvisamente il brusio della tv cessò e pochi istanti dopo dal piano di sotto sentì arrivare il suono del disco e un rumore, come un tuono sommesso. Nel frattempo fuori aveva iniziato a piovere e sul vetro della finestra scivolavano veloci le gocce d'acqua. Aprì la porta di camera e il suono del disco si era fatto più forte e nel sottofondo sentiva una voce diceva qualcosa ma non capiva cosa, così scese le scale e sbirciando dal muro del soggiorno vide la madre al centro della stanza che ondeggiava al suono della musica con aria assente, fissava il vuoto e parlava verso qualcuno che non c'era... il bambino perse per un istante l'equilibrio e il movimento attirò l'attenzione di Greta che ora lo guardava dritto negli occhi, uno sguardo che gli fece mancare il respiro. La donna quindi come ridestata si avvicinò velocemente al bambino allungando le braccia e aprendo le dita. Il piccolo scappò su per le scale, ma una calzina che si era sfilata dal piede lo fece scivolare e inciampare sui gradini, il colpo gli indolenzì il ginocchio. Lei lo chiamava e urlava, l'espressione era un ghigno di ferocia e i lineamenti alterati dallo spasmo della tensione.
Il tempo fuori minacciava pioggia grossa così Lisa prese l'ombrello uscì e si diresse a passi svelti alla farmacia, fortunatamente era veramente dietro l'angolo, dieci minuti a sarebbe tornata a casa.
Emmanuel era tornato in camera sua e chiusa la porta prese colori e un foglio e iniziò a disegnare aerei e astronavi... improvvisamente il brusio della tv cessò e pochi istanti dopo dal piano di sotto sentì arrivare il suono del disco e un rumore, come un tuono sommesso. Nel frattempo fuori aveva iniziato a piovere e sul vetro della finestra scivolavano veloci le gocce d'acqua. Aprì la porta di camera e il suono del disco si era fatto più forte e nel sottofondo sentiva una voce diceva qualcosa ma non capiva cosa, così scese le scale e sbirciando dal muro del soggiorno vide la madre al centro della stanza che ondeggiava al suono della musica con aria assente, fissava il vuoto e parlava verso qualcuno che non c'era... il bambino perse per un istante l'equilibrio e il movimento attirò l'attenzione di Greta che ora lo guardava dritto negli occhi, uno sguardo che gli fece mancare il respiro. La donna quindi come ridestata si avvicinò velocemente al bambino allungando le braccia e aprendo le dita. Il piccolo scappò su per le scale, ma una calzina che si era sfilata dal piede lo fece scivolare e inciampare sui gradini, il colpo gli indolenzì il ginocchio. Lei lo chiamava e urlava, l'espressione era un ghigno di ferocia e i lineamenti alterati dallo spasmo della tensione.
Emmanuel cercò rifugio nella sua cameretta e si nascose sotto al letto, la porta non avendo la chiave non servì a nulla come barriera. La madre entrò violentemente, spalancò l'uscio, si gettò per terra e con le mani tastava sotto al letto sbirciando con gli occhi malvagi e totalmente bianchi, lo afferrò per la manica del pigiama; il piccolo urlava dal terrore, ma il forte temporale copriva la sua voce, come copriva anche la voce di Greta che era irriconoscibile, non più quella di un essere umano, cavernosa e stridente allo stesso tempo, emetteva suoni, parole incomprensibili. Emmanuel riuscì a divincolarsi sfilandosi la maglia del pigiama; scappò, corse ma non sapeva più nemmeno lui dove, quella casa che era casa sua, improvvisamente non riusciva più a riconoscerla, tutto gli ruotava attorno agli occhi, non sapeva dove potersi nascondere. Implorava perchè chiunque venisse a salvarlo, la donna si fermò e gli disse con un rantolo rauco -"Non verrà nessuno sappilo" la bocca schiumava e rideva. Allo stremo delle forze il bambino sbandò andando a colpire violentemente lo spigolo del muro facendolo barcollare, fu in quell'istante che venne afferrato per il braccio che sotto la pressione della presa si spezzò, un grido straziante misto a lacrime proruppe dalla sua voce; quella creatura lo trascinò nel soggiorno davanti al giradischi, sollevò il piccolo che non si muoveva sopra la sua testa e lo scaraventò a terra con forza facendogli perdere i sensi, poi preso per il braccio salì le scale e lo portò in bagno e lo lasciò andare, si diresse verso la vasca e la fece riempire d'acqua.
Il telefono al piano di sotto intanto squillava ma nessuno rispondeva; era Christo che chiamava insistentemente da parecchi minuti. Decise quindi di andare a casa.
Lisa stava aprendo la porta in quel momento. In casa la accolse un silenzio innaturale. Chiamò il piccolo e Greta ma nessuno dei due rispose, poggiò l'ombrello all'ingresso e chiamò nuovamente.
Quando salì al piano di sopra trovò il pavimento del primo piano allagato, si diresse quindi verso il bagno e vide una scena terribile, il bambino inerme immerso a faccia in giù dentro la vasca che tracimava acqua e la madre distesa nel pavimento bagnato che non dava segni di vita. In quel momento arrivò anche il padre. Inutile dire che i soccorsi quando arrivarono non poterono che constatare la morte della madre e del figlio.
Il telefono al piano di sotto intanto squillava ma nessuno rispondeva; era Christo che chiamava insistentemente da parecchi minuti. Decise quindi di andare a casa.
Lisa stava aprendo la porta in quel momento. In casa la accolse un silenzio innaturale. Chiamò il piccolo e Greta ma nessuno dei due rispose, poggiò l'ombrello all'ingresso e chiamò nuovamente.
Quando salì al piano di sopra trovò il pavimento del primo piano allagato, si diresse quindi verso il bagno e vide una scena terribile, il bambino inerme immerso a faccia in giù dentro la vasca che tracimava acqua e la madre distesa nel pavimento bagnato che non dava segni di vita. In quel momento arrivò anche il padre. Inutile dire che i soccorsi quando arrivarono non poterono che constatare la morte della madre e del figlio.
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