Viveva nella riva di un fiume, sul Bosco delle Querce Muschiose un giovane castoro di bell'aspetto con zampe robuste, grandi occhi nocciola e come tutti i castori con due bei denti pronti a mordere e rosicchiare quando l'occasione lo richiedeva. Abitava sereno nel suo anfratto terroso, tra vecchi rami e foglie secche come pavimento, ovviamente era un castoro al passo con i tempi infatti aveva un bel telefono cellulare di ultima generazione e amava guardare la televisione e tenersi informato sugli eventi del mondo ma anche su ciò che accadeva attorno al fiume, e non vi era programma migliore di Tele Rosicchio per fare ciò, condotto dalla preparata e simpatica Madame donnola.
Sua grande passione era però la navigazione, infatti suo padre era marinaio, suo nonno era marinaio, il padre di suo nonno era marinaio e il nonno del nonno del padre idem, insomma come ogni buon castoro amava stare nell'acqua e aveva costruito, manco a dirlo, con i suoi denti, una piccola barchetta bianca con tanto di vela, boccaporto ed elica, ne andava fiero e spesse volte quando faceva un giro per pescare qualche pesce non lesinava mai di suonare la trombetta per salutare gli altri animali, Comare volpe, Sora marmotta, Lady martin pescatore, Messer tasso e il suo amico del cuore Commendator airone.
La loro amicizia era nata tanti anni prima quando una notte d'inverno durante un forte acquazzone il Commendator airone a causa di un ramo spezzato caduto da un albero ruppe l'ala al povero uccello, che trovatosi colto di sorpresa dal brutto tempo stava di tutta fretta tornando al suo nido tra le canne, cadde rovinosamente in acqua. Castoro il marinaio accortosi che qualcuno stava chiedendo aiuto si affacciò dalla finestrina della sua cucina e lo vide in mezzo all'acqua che annaspava, subito allora indossò la sua salopette e si diresse di tutta lena alla barca, dovette fare non poca fatica per raggiungerlo, l'acqua del fiume era ben mossa dal forte vento e dalla pioggia, la barca solcava la onde e Castoro il marinaio vedere avvicinarsi sempre più l'airone; quando fu vicino abbastanza gettò l'ancora e lanciò una ciambella di salvataggio fatta con leggere canne al Commendator airone che fortunatamente riuscì ad afferrarla col becco e a incastrarlo sotto l'ala sana.
Castoro il marinaio usò tutta la forza di cui era a disposizione per trascinare sul ponte della sua barca il povero malcapitato airone, ma era un uccello troppo grande per quella piccola imbarcazione, si sarebbero di sicuro capovolti così sperò nella buona sorte e lo portò a riva lentamente trascinandolo al fianco della barca. Quando furono al sicuro sotto le querce il povero volatile era semisvenuto dal dolore e dalla fatica, farfugliava parole flebili, così il coraggioso Castoro cercò di rassicuralo e lo portò con se al caldo della sua casa, per giorni si prese cura di lui, gli fasciò l'ala ferita, lo imboccò con pesciolini in salsa di alghe salate, fin quando Commendator airone riprese le forze e poté finalmente tornare a volare. E fu da quei brutti momenti che il loro sodalizio iniziò.
domenica 24 maggio 2015
Il castoro marinaio: come nasce un'amicizia.
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Senza alcun dubbio, questo è il mio racconto preferito.
RispondiEliminaCommovente, toccante, dolcissimo.
Grazie per averlo letto Claus!!! :)
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